In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Flash mob all’istituto Riccati di Treviso per salvare l’indirizzo economico-sociale

Il nuovo corso “Made in Italy” voluto dal Governo andrebbe a cancellare l’indirizzo che solo nell’istituto di piazza Vittoria conta quasi 400 studenti

Mattia Toffoletto
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Un momento del flash mob al Riccati (foto Enrico Colussi/Fotofilm)

 

«Salviamo il Les». Oppure «Il Les è l’essenziale», «Gli indirizzi solidi non vanno demoliti», «Lasciateci il futuro». Sono gli slogan confezionati dagli studenti dell’indirizzo economico-sociale del Riccati di Treviso che oggi, venerdì 9 giugno, alla quinta ora di lezione, hanno dato vita a un flash mob fra scale e corridoi dell’istituto di piazza Vittoria.

I cartelli sono stati esposti nell’ambito di una mobilitazione nazionale studentesca, dettata dal fatto che il nuovo indirizzo liceale “Made in Italy”, voluto dal governo Meloni da settembre 2024, andrebbe a sostituire l’economico-sociale (Les).

Al Riccati di Treviso un flash mob degli studenti: "Ecco perché protestiamo"

«Sbagliato togliere un indirizzo liceale per inserirne un altro», commenta Vladislav Barcikovski, rappresentante della Consulta provinciale degli studenti e maturando della 5ª A Les del Riccati, «Più che d’accordo con il nuovo indirizzo del Made in Italy, ma bisogna dare continuità al Les: si è rivelato, fra Diritto ed Economia, un indirizzo di successo».

Il flash mob ha trovato l’appoggio di alcuni docenti e della stessa dirigente Francesca Mondin: «Bene venga anche il nuovo liceo del Made in Italy», commenta la dirigente, «dispiacerebbe se però la novità facesse perdere un percorso giovane e moderno come l’economico sociale».

Al Riccati l’indirizzo Les, introdotto nel nostro sistema scolastico nel 2010 e all’istituto di piazza Vittoria nel 2016, riguarda 394 studenti e 18 classi. Lo stesso indirizzo è presente a Treviso al Duca degli Abruzzi e alla paritaria Mazzini. Nonché al Marconi di Conegliano e al Veronese di Montebelluna.

I commenti dei lettori