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Banditi in casa ad Altivole, anziani minacciati: condannati due rapinatori su tre

Quattro anni e 8 mesi all’albanese Jonuz Xhafa, mentre al castellano Gianni Garbui 3 anni e 2 mesi

Marco Filippi
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

La rapina in casa agli anziani coniugi Dal Bello è costata una condanna a due dei tre componenti del commando che la notte del 9 agosto 2021 assaltò la casa di via Piave ad Altivole. L’albanese Jonuz Xhafa, 35 anni (difeso dall’avvocato Alessandro Orlando) è stato condannato a 4 anni e 8 mesi. A Gianni Garbui, 48 anni di Castelfranco (difeso dall’avvocato Giuseppe Antoniazzi), considerato il basista del gruppo, è stata invece inflitta una pena di 3 anni e 2 mesi.

Al castellano il giudice Cristian Vettoruzzo ha concesso le attenuanti generiche. Il pm Valeria Peruzzo aveva chiesto per entrambi cinque anni di reclusione. Ai due anziani è stato riconosciuto un risarcimento complessivo di 25 mila euro.

lL sentenza

La sentenza è arrivata nel primo pomeriggio di ieri, al termine di un rito abbreviato per un reato, rapina aggravata dall’uso di coltelli, per la quale si partiva da una pena di 7 anni di galera.

All’appello del tribunale di Treviso manca soltanto il terzo uomo del commando, un albanese di 28 anni arrestato nel dicembre scorso su mandato di arresto europeo, al confine tra la Croazia e la Slovenia, per il quale si procede separatamente.

Minuti di terrore

Furono minuti di terrore per i due anziani indifesi, quella notte d’agosto di due anni fa: il blitz dei ladri avvenne poco prima della mezzanotte. Un terzetto di malviventi, incappucciati, due dei quali armati di coltello, si arrampicarono nel piano rialzato di una villetta di via Piave, a Caselle d’ Altivole, dove abitava una coppia di anziani: Giuseppe Dal Bello, 82 anni, operaio in pensione per 15 anni emigrato in Svizzera, e Bernardina Loro, sua moglie e coetanea, ieri presenti in aula (costituitisi parte civile con l’avvocato Fabio Busnardo).

La rapina

Fu Dal Bello a svegliarsi, dopo aver sentito i rumori provenienti dal piano inferiore. Scese le scale, si trovò davanti tre uomini incappucciati e armati: «State fermi, non vi facciamo del male ma dateci tutti i soldi», fu l’unica frase che uno dei tre pronunciò puntando la lama del coltello in faccia all’anziano, che terrorizzato aprì il cassetto del comodino consegnando i soldi: 4.000 euro in contanti e due buoni postali da mille euro. Immediata la fuga dei banditi, per fortuna in questo caso senza violenze fisiche.

La fuga

L'automobile utilizzata per la fuga fu identificata dai carabinieri i quali, grazie alla targa e ad altri indizi, erano riusciti ad identificare il terzetto riuscendo a far emettere misure cautelari nei confronti dei componenti.

Due di esse furono eseguite nella primavera dell’anno scorso mentre per concretizzare il terzo arresto, con la collaborazione della polizia di Tirana, era stato necessario attendere il controllo di polizia al confine sloveno-croato nel dicembre scorso. L’albanese fu arrestato nella località slovena di Obrezje al confine con la Croazia. Per lui il procedimento è ancora in fase preliminare.

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