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Treviso, protesta degli Amici della bicicletta

Una “ciclabile umana” in viale D’Alviano per chiedere più sicurezza, “strade scolastiche”, una città da “zona 30” e a misura dell’utenza più debole

Mattia Toffoletto
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Susanna Maggioni, presidente di Fiab Treviso

 

Protesta oggi martedì 24 gennaio della Fiab Treviso (Federazione italiana amici della bicicletta), che in viale D’Alviano, nel primo pomeriggio, ha dato vita a una “ciclabile umana” per chiedere più sicurezza per i ciclisti, “strade scolastiche”, una città da “zona 30” e a misura dell’utenza più debole.

Susanna Maggioni: "La strada deve essere un bene comune"

Non è un caso che Fiab - sempre ieri iniziative di sensibilizzazione hanno riguardato altre città italiane: da Milano a Bologna, da Roma a Firenze, da Napoli a Cagliari - abbia scelto il viale a ridosso delle Mura, balzato all’attenzione delle cronache una decina di giorni fa per via dell’ambulanza a sirene spiegate (documentata da un video sul sito web della Tribuna), rimasta intrappolata nel traffico e costretta ad attendere oltre trenta secondi prima di riprendere la propria marcia, a causa delle auto dei genitori ferme con le quattro frecce in prossimità dell’uscita della primaria del Pio X, sul lato della strada senza stalli.

La “ciclabile umana”, a protezione simbolica di chi pedala, è stata pensata per porre l’accento anzitutto sugli studenti di tutte le età che ogni giorno frequentano quella via, vicina all’uscita delle elementari De Amicis e del Pio X, nonché all’istituto Duca degli Abruzzi.

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