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La tribuna incontra gli studenti del «Canova» per parlare di informazione e tecnologia

Il condirettore Paolo Cagnan tra intelligenza artificiale, Big Tech e algoritmi. Il secondo incontro sui social media

Mattia Toffoletto
2 minuti di lettura
Il condirettore de La tribuna, Paolo Cagnan, durante la mattinata passata con gli studenti del triennio del liceo Canova 

«Fra cinque anni i cellulari forse non serviranno più, basterà muovere l’occhio: faremo tutto con i dispositivi wearable». Ma anche: «In tempi brevi l’orologio vi guarderà in faccia e parlerà, riconoscendovi dal volto».

Il mondo prossimo futuro

La lezione su informazione e digitale di Paolo Cagnan, condirettore della tribuna di Treviso e dei quotidiani veneti del Gruppo Gedi, ha permesso lunedì a 130 studenti del triennio del liceo Canova, indirizzi classico e linguistico, di prendere piena confidenza con l’evoluzione incessante di tecnologia e media.

In altre parole, di raccogliere appunti su ciò che riserverà il futuro prossimo, fra intelligenza artificiale, sensori e nuovi dispositivi.

Matteo Messina Denaro e le “query” su Google

Il tutto, sulla scorta di un pianeta web dove lasci sempre e comunque traccia, con esempi di strettissima attualità: «Il superlatitante Matteo Messina Denaro l’hanno scovato anche grazie alle query di Google, rintracciando chi cercava informazioni su malati di tumore e stringendo progressivamente il cerchio».

Il tutto a beneficio di una platea - l’aula magna Giorgione, nell’ambito delle ore di approfondimento previste nella settimana dei corsi di recupero - cresciuta con un mondo “on demand”: «La mia generazione attendeva le 20 per il telegiornale, se c’era un programma che non potevo seguire risolvevo con il videoregistratore; oggi ci sono Raiplay e Netflix: una rivoluzione pazzesca, nel segno del “tutto e subito”».

Così gli studenti, in via eccezionale, mettono da parte libri e manuali. Due ore pregne per riflettere su ciò che toccano con mano ogni giorno o potranno apprezzare nel giro di un lustro.

Come fruire al meglio dell’informazione

Due ore pregne per ragionare su web agency e ChatGpt, assistendo a un confronto generazionale sulla fruizione dell’informazione e, più in generale, del digitale.

Si discute sulla complessa evoluzione delle media company, di come le edicole si siano dovute riconvertire, di come oggi basti «una microcamera per realizzare un reportage, mentre un tempo per un servizio televisivo dovevano muoversi in tre, c’era pure chi con un faro illuminava la ripresa».

Si racconta di come il visuale sia diventato più potente del testuale, di come i media tradizionali debbano assicurarsi nuovi modelli di business per poter rimanere al passo con i tempi.

Di come l’evoluzione, a volte, segua movimenti uguali e al contempo diversi: «Se per i vostri genitori lo zapping è sempre stato con il telecomando, ora voi lo fate con le storie Instagram sul telefonino».

L’intelligenza artificiale, gli Avatar e i labiali perfetti

Una vita iperconnessa e multitasking, che mai forse i ragazzi pensavano potesse diventare materia scolastica. Sono le loro giornate, le query di Google e i post sui social ad animare l’insolito approfondimento. I ragazzi se lo godono attentissimi, pronti magari a confrontarsi con amici e genitori.

La parte di lezione sul convertitore di testi in video strappa pure qualche sorriso. Ma, fra Avatar e labiali perfetti, è un esempio efficace di intelligenza artificiale. «In futuro, sulla scia di Alexa, useremo sempre più la voce e sempre meno le dita», precisa Cagnan.

Un mondo già settato e profilato

L’approfondimento abbraccia algoritmi personalizzati, pubblicità mirate, profilazioni. Si spiega come Google possa darti informazioni diverse di geografia , a seconda del Paese da cui ti connetti. Si evidenzia come i “cookies” possano “svelare” le nostre preferenze a brand più o meno noti.

«Vivete un mondo che va alla velocità della luce e difficile da gestire», riassume il condirettore della Tribuna «ma voi siete già “settati” in modo diverso, siete cresciuti multitasking e abituati a fare tante cose insieme. Un’epoca affascinante, dove il futuro è dopodomani. Dove la cesura presente-futuro è sempre più labile».

Un’epoca complessa, di cui ieri hanno compreso le prospettive.

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