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Scappano a folle velocità a Castelfranco, arrestato un ladro latitante

Il rumeno di 39 anni fermato dai carabinieri era ricercato per furti avvenuti in Piemonte. Caccia ai due complici, avevano assalito un’officina e rubato un’Alfa 159

Diego Bortolotto
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Il sopralluogo dei carabinieri nell'officina di Castelfranco Veneto

 

Inseguimento a tutta a Castelfranco nella tarda serata di lunedì, quando i carabinieri hanno arrestato un ladro rumeno di 39 anni, latitante. Sull’uomo pendeva infatti un ordine di carcerazione emesso dal tribunale di Asti, perché deve scontare 2 anni di reclusione per furto in abitazione e furto aggravato. Insieme a due complici, nella zona artigianale di Castelfranco Veneto, una banda formata da tre banditi verso le 22 di ieri ha assalito un’officina.

Il proprietario dell’attività ha subito allertato il 112, perché era partito il sistema d’allarme. I militari dell’Arma hanno intercettato sul posto un'auto Alfa Romeo 159 con tre individui a bordo, appena rubata dall’officina, dove era stato manomesso il cancello carraio e sfondata una vetrata. «I tre malviventi si sono dati alla fuga a forte velocità, in direzione della strada regionale 53», è stato l’avviso emanato a tutte le pattuglie in zona. Al loro inseguimento un equipaggio del Nucleo radiomobile di Castelfranco, coadiuvato da altre tre pattuglie dell'Arma.

I ladri hanno quindi abbandonato la vettura e sono scappati a piedi in mezzo a dei terreni, scavalcando delle recinzioni. I carabinieri hanno fermato il 39enne, trovato in possesso di numerosi strumenti da scasso, una torcia e una radio ricetrasmittente. Il rumeno doveva essere in carcere per furti avvenuti nel 2016 nelle province di Torino e Cuneo, fatti attraverso l’uso di vetture di grossa cilindrata rubate. «Il pregiudicato, in ragione dei suoi precedenti penali, si ritiene abbia asportato anche l'autovettura dall'officina di Castelfranco Veneto per analoghe finalità», fanno sapere dal comando provinciale dei carabinieri. Arrestato, si trova ora in carcere a Santa Bona. E’ caccia ai suoi due complici. Il sospetto è che si tratta di una delle bande che sta razziando le abitazioni nella Marca Trevigiana in queste settimane.

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