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A Treviso il calendario delle profughe dall’Ucraina per aiutare i bambini e i loro connazionali

Iniziativa dell’associazione La Rondine: «Così sosteniamo anche la scuola di Treviso per i nostri piccoli rifugiati»

diego bortolotto
Aggiornato alle 1 minuto di lettura
Uno degli scatti del calendario “Ucraina 2023” realizzato dall’associazione La Rondine di Treviso 

C’è la piccola Stella di 8 anni, ci sono Yuliana, Olga e Mariya, figlia, mamma e nonna, le amiche Anastasiia, Yuliia e Lotkina. Loro e altre donne ucraine, madri, nonne, zie, nipoti, ragazze si sono ritrovate profughe in Veneto, nella Marca e in provincia di Venezia. Sono diventate modelle per un giorno, per aiutare la scuola per i bambini rifugiati a Treviso e raccoglie aiuti per i loro connazionali in patria.

A coordinare il calendario “Ucraina 2023” è l’associazione di promozione sociale “La Rondine”, un gruppo di volontarie vulcano di iniziate sociali e culturali.

«Il calendario è stato creato con la partecipazione delle nostre incredibili donne profughe dall’Ucraina. Purtroppo sono state costrette ad abbandonare le proprie case, i propri affetti, ciò nonostante ogni giorno trovano la forza per costruire l’Ucraina attorno a sé stesse», spiegano dall’associazione. Irina, Olha e Oleksandra (madre e la figlioletta di 2 anni), Inna, Oksana, Yuliana, Olga, Mariya (figlia, mamma, nonna), Stella, Anastasiia, Yuliia, Lotkina, Nelia, Vita, Olesia, Yuliya, Liliia, Tetiana e Veronika (anche loro mamma e figlia), sono le protagoniste.

«Il calendario mostra la bellezza ucraina sia tradizionale che moderna, parla delle nostre città della loro forza e potenziale», è il messaggio dell’Aps La Rondine.

Insieme alle fotografie infatti vi sono le poesie sulle città martoriate, scritte in ucraino e italiano. Tredici professionisti hanno lavorato oltre un mese per realizzare il progetto. La stilista degli abiti tradizionali è stata Liliia Kholevan, la fotografa Evelina Revenchuk, le truccatrici Zoriana Dolynchuk, Lakosh Olena, Alina Balandina, la parrucchiera Lotkina Iulia. Le poetesse Rina Gertner e Marina Sorina italo-ucraina, la traduttrice Alla Salso. Hanno coordinato l’attività l’agenzia “KlukOk” di Anzhelika Krasnokutska e Olga Kostiuchenko, e la presidente dell’associazione La Rondine Tamara Pozdnyakova. In mezzo a tante donne, l’unico uomo è stato Marco Roman, creatore grafico.

Tutte le donazioni raccolte saranno impiegate direttamente per lo sviluppo della scuola ucraina La Rondine e l’invio di aiuti, cibo, medicinali e generi di prima necessità in Ucraina. A fornire la location è stata la parrocchia San Giuseppe Lavoratore di San Donà di Piave, che ha dato il proprio oratorio dove, come nell’oratorio della Chiesa Votiva di via Scarpa a Treviso, c’è una scuola per bambini ucraini, riconosciuta dal ministero dell’Istruzione di Kiev. Sono una settantina i piccoli studenti che fanno doposcuola. Loro imparano la loro lingua madre e le materie base. Mentre per gli adulti profughi vi sono corsi d’italiano. Una realtà attiva da molti anni a Treviso (l’ex Ucraina Più) che si è ancora più consolidata in questi mesi di guerra.

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