In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Plateatici a Treviso, a tutti l’ok della Soprintendenza. Ma 15 locali dovranno modificare il dehor

Il Comune: «Dialogo proficuo». Le variazioni su teli, fioriere e divisori però Ca’ Sugana frena gli allarmi tra i ristoratori

Federico de Wolanski
1 minuto di lettura

L’attuale assetto dei plateatici cittadini non verrà modificato dalla Soprintendenza. Il Comune lo annuncia, specificando che tutte le richieste di plateatico «sono state vagliate e approvate» dall’ente di tutela storico artistico. Ma si dovranno attuare di correttivi di minima, perché la Soprintendenza vuole che ci sia ordine e uniformità.

Il giudizio e i limiti

Quello in Soprintendenza era un passaggio atteso e temuto. Si effettuava già prima, ma per vie generali salvo qualche caso specifico in vicinanza ai monumenti. Stavolta però, con i rinnovi quinquennali e la fine delle deroghe Covid, la Soprintendenza ha voluto passare in rassegna tutte le sedie e i tavolini sorti in questi due anni di deregulation pressoché totale. Due giorni fa si è tenuto un vertice tra l’ente, con l’architetto Rallo, e il Comune, con dirigenti e assessore. Ieri tra i banconi serpeggiavano veline e “dritte” sui contenuti. Prima fra tutti quella sulla possibilità di dover eliminare gli ombrelloni a braccio (quelli con attacco laterale), in favore di quelli più piccoli e con bastone centrale. Così come anche la possibilità di dover eliminare le coperture d’inverno. Misure ad hoc limitate al centro storico – monumentale – e soprattutto ad alcune zone come le piazze, che si andavano ad aggiungere alle imposizioni su colore e materiali del regolamento edilizio (dal 2023 inderogabile). Di qui l’agitazione generale a cui, a metà pomeriggio, ha voluto mettere fine l’amministrazione stessa con un comunicato.

«Solo limitate modifiche»

«Le richieste di plateatico trasmesse alla Soprintendenza sono state autorizzate, salvo alcune prescrizioni per una serie limitata di casi specifici e particolari» ha spiegato l’assessore e vicesindaco Andrea De Checchi. Una quindicina di locali cui è stato imposto di rivedere «dettagli». Quali? A qualcuno il colore dei teloni, ad altri la posizione delle fioriere o di altri arredi, ad altri i divisori (invisi anche al regolamento).

«Comune e Soprintendenza si sono incontrate nei giorni scorsi per approfondire alcuni aspetti al fine di dare le più ampie garanzie di tutela a quest’ultima ed al contempo garantire il più ampio possibile svolgimento dell’attività ai nostri esercenti» ha sottolineato De Checchi. La quindicina di locali che dovranno effettuare le modifiche (tassativamente prima di gennaio) verranno contattati dal Comune a stretto giro.

Il regolamento da farsi

Ca’ Sugana prosegue il suo lavoro per arrivare ad una intesa con la Soprintendenza per facilitare le procedure legate alla richiesta di dehor. L’obiettivo è un vademecum standard, rispettato il quale basti mandare una comunicazione per allestire tutto certi dell’ok dell’ente che analizzerebbe solo alcune richieste particolari. «Il dialogo è in corso, la sburocratizzazione è un obiettivo». I tempi però on sono ancora certi.

I commenti dei lettori