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Compleanno del Consorzio Prosecco Docg, pienone per la festa a Susegana

Per i 60 anni del Conegliano Valdobbiadene una serie di iniziative. Stasera incontro al Castello di San Salvatore. L’anno chiuderà con 104 milioni di bottiglie

Francesco Dal Mas
2 minuti di lettura

Elvira Bortolomiol, presidente del Consorzio Docg, stasera a Susegana

 

Pienone al Castello di San Salvatore a Susegana, stasera, per gli appuntamenti del 60esimo anniversario del Consorzio di tutela del Prosecco Docg Conegliano Valdobbiadene. Luca Zaia, presidente del Veneto, complimentandosi per “il quasi miliardo di bottiglie, dei tre Consorzi”, ha lanciato due appelli. Il primo: bisogna stringere con la lotta alla flavescenza, rispettando i protocolli, quindi anche espiantando le piante infettate, ma «se necessario occorrerà far uso di prodotti chimici più energici». Il secondo: «C’è la tentazione ad abbandonare i vigneti estremi, la viticoltura eroica, ma se li perdiamo, rinunceremmo al cuore del Prosecco».

Il pubblico stasera al Castello di San Salvatore

 

Ben 200 invitati, tutti i più bei nomi delle bollicine e delle istituzioni di sostegno. Regina lei, la presidente Elvira Bortolomiol, felicissima stasera, insieme ai colleghi degli altri Consorzi, perché dal Qatar, il Paese musulmano proibizionista che ospita i Mondiali di calcio, arriva la conferma che il mercato dei vini ha superare quest’anno il 243% e il Prosecco rappresenta il 20% delle vendite. E poi tante altre positività. Prima di salire in castello la presidente e il direttore Diego Tomasi hanno infatti dato un’altra conferma: che a ieri il Docg ha raggiunto l’89% dell’imbottigliamento e che quindi potrebbe concludere l’annata eguagliando il record di 104 milioni di bottiglie dell’anno scorso, nonostante l’annata difficile, con mesi iniziali che registravano +50% ed altri, come settembre, -30%.

Il presidente Luca Zaia stasera alla festa del Prosecco Docg

 

L’aumento del prezzo a bottiglia ha recuperato il maggiore costo delle materie prime e dell’energia, ma – ha precisato Tomasi – non ha inciso nel mercato, per cui ora potrebbe esserci qualche ritocco per incrementare il valore. Si è parlato anche di fusione ma sia Zaia che Bortolomiol hanno accantonato la prospettiva, auspicando invece una più stretta collaborazione.

«Il nostro territorio, la nostra comunità sono doni preziosi ed è per loro – afferma la presidente Bortolomiol - che abbiamo il dovere di far fruttare al meglio le nostre conoscenze e le risorse che abbiamo a disposizione per poter offrire un contributo concreto al nostro territorio ed essere un punto di riferimento anche per le altre realtà». Si diceva delle difficoltà che il Prosecco, ma non è il solo, ha dovuto affrontare quest’anno, dalla siccità alla flavescenza. «Sul fronte della siccità qualcosa di concreto si sta già avviando – ha assicurato Tomasi - focalizzando l’attenzione sul recupero, conservazione e riuso delle acque piovane e di sorgente». Infatti, nel V° bando di filiera presentato pochi giorni fa, si è previsto un apposito e cospicuo finanziamento per la realizzazione di piccoli bacini atti a raccogliere le acque di corrivazione. Inoltre, si proporrà il recupero delle acque di derivazione del fiume Piave. Altro tema importante in ambito di sostenibilità è l’uso del suolo, che sarà affrontato da Green Academy attraverso la strutturazione di un osservatorio permanente. Ad oggi la superficie della Denominazione è impiegata per il 30% ad uso viticolo, il 57% a bosco, il 9% destinato ad altri utilizzi e il 4% ad uso urbano. Vi è quindi ancora una ricca biodiversità, per cui è già allo studio una mobilità che escluda in toto il trasporto delle merci su grandi mezzi e su mezzi a trazione tradizionale.

E poi un’idea del tutto nuova, quella del Wine Tourism Lab col duplice scopo di fungere da collante tra le diverse figure professionali del territorio e di creare nel contempo una maggior consapevolezza nei giovani delle più ampie opportunità che questo territorio offrirà nei prossimi anni. “Puntare sempre sulla qualità, e di pari passo curare l’immagine del prodotto, significa tutelare l’intero territorio dell’area di produzione e il suo paesaggio riconosciuto dal 2019 quale patrimonio mondiale dell’umanità” è l’augurio di Tommaso Razzolini, consigliere regionale Fdi. «Ora la sfida più grande passa esclusivamente dalla sostenibilità senza tentennamenti: lotta integrata e ridotto uso di agrofarmaci, tutela del territorio Unesco dall’erosione, tecniche di lavorazione ecocompatibili come le pacciamature, i fili di legatura biodegradabili» afferma Matteo Favero, Responsabile Agricoltura del Pd.

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