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Incidenti, la Pontebbana di Treviso tra le strade più pericolose d’Italia

L’indagine dell’Aci sulla mobilità di moto, motorini e biciclette. Male anche la Padana Superiore tra Padova e Venezia

Aggiornato alle 2 minuti di lettura

La lunga arteria della Pontebbana è tra le strade a maggiore incidentalità d’Italia per le due ruote, e non solo. A rilevarlo la classifica stilata dall’Aci che ha analizzato i dati relativi agli incidenti stradali e alla loro localizzazione in Italia.

 Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, con incidenti mortali, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 601 Ostia-Anzio nel comune di Roma, la SS 007 nel comune di Terracina la SS 016 Adriatica nel comune di Bari, la SS 018 Tirrena-Inferiore nel comune di Vietri sul mare, mentre si confermano tratte con elevata densità di incidenti lungo la SS 001 Aurelia in provincia di Savona, la SS 002 Cassia e la SS 006 Casilina in provincia di Roma, la SS 0016 Adriatica in provincia di Rimini. Per densità di incidenti spiccano tratte lungo la SS 001 Aurelia in provincia di Lucca e di Savona, la SS 011 Padana Superiore in provincia di Padova e Venezia, la SS 013 Pontebbana in provincia di  Treviso, dove uno dei più recenti gravi incidenti è stao l’investimento di un pedone che attraversava la strada a Spresiano.

A seguire la SS 016 Adriatica in provincia di Ascoli Piceno, la SS 022 di val Macra in provincia di Cuneo, la SS 248 Schiavonesca Marosticana in provincia di Vicenza. Per quanto riguarda i pedoni, nel 2021 si è verificato più di un investimento mortale sulla SS 016 Adriatica nel comune di Fano in provincia di Pesaro Urbino e sulla SS 439 Sarzanese Valdera nel comune di Massarosa in provincia di Lucca.

Anche sulle strade extraurbane gli utenti vulnerabili rappresentano una quota molto elevata dei decessi, ancora in aumento: il 39% è ciclista, «dueruotista» o pedone. Nel 25% dei casi è deceduto un motociclista (270), nel 10% un pedone (114) e nel 3,5% un ciclista (38). Rispetto al 2019 aumentano i morti su due ruote a motore (erano 257), mentre diminuiscono i ciclisti deceduti (erano 53). L’indice di mortalità delle due ruote, emerge dallo studio dell’Aci, è molto più elevato di quello delle quattro ruote: 4,1 morti ogni 100 veicoli a motore coinvolti in incidente, e 2,5 per le bici rispetto all’1,2 delle auto.

Cinquantatre incidenti, dei quali 21 mortali, si sono verificati in tratte autostradali. Lungo l’elenco delle tratte dove si registra un numero particolarmente elevato di investimenti: spiccano molte consolari nel Comune di Roma e la SS 005 Tiburtina nel comune di Tivoli. Inoltre la SS 001 Aurelia nel Comune di Diano Marina Vallecrosia (Imperia), la SS 227 nel Comune di Santa Margherita Ligure (Genova), la SS 016 Adriatica nel Comune di Fano (Pesaro-Urbino), la SS 155 di Fiuggi nel Comune di Fiuggi e la SS 270 dell’Ischia Verde nel Comune di Forio (Napoli).

Rispetto al 2019, la A 51 Tangenziale est di Milano, il Gra di Roma, la A 8 in provincia di Varese e la SS 036 del Lago di Como e dello Spluga in provincia di Monza Brianza sono le strade nelle quali gli incidenti sono diminuiti di più in valore assoluto gli incidenti e sono diminuiti anche i morti; mentre A12 in provincia di Genova, A4 in provincia di Padova, A13 in provincia di Bologna, SS 16 Adriatica nelle province di Ravenna e di Pesaro-Urbino, SS 372 Telesina in provincia di Caserta, SS 121 Catanese sono le tratte con le maggiori diminuzioni di morti in valore assoluto.

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