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Duecento ragazzi a lezione di sicurezza sulle strade

A Treviso il primo incontro promosso dalla Provincia per i ragazzi del Plank. In calendario appuntamenti in altri 14 istituti superiori

Lorenza Raffaello
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Relatori e studenti nella lezione sulla sicurezza stradale

 

Duecentoundici ragazzi del Plank, due esperti formatori in ambito di sicurezza stradale, decine tra video choc e casi reali da analizzare: la Provincia di Treviso è scesa in campo per contrastare l’escalation di morti sulle strade. Lo ha fatto partendo dalle scuole e dalla formazione verso i ragazzi, che ad oggi sono per la maggior parte dei casi i protagonisti degli incidenti mortali che stanno affliggendo la Marca.

La mattina del 4 novembre all’auditorium del Sant’Artemio si è tenuto il primo incontro formativo organizzato dalla Provincia di Treviso con l’obiettivo di fornire ai giovani degli istituti superiori provinciali quegli strumenti che in caso di pericolo possono salvare la vita.

Dieci classi del Plank hanno seguito con attenzione la “lezione strategica”, appositamente strutturata in modo da coinvolgere i giovani e aiutarli ad essere pronti ad affrontare nel modo corretto la strada e a prevenire gli incidenti.

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«Stiamo assistendo a un drammatico aumento del numero di incidenti stradali nel territorio. Bisogna lavorare con i ragazzi e diffondere una cultura della sicurezza e del corretto utilizzo della strada, dobbiamo invertire un trend che è diventato preoccupante e non lo si fa certo attraverso il solo uso degli autovelox, di cui peraltro dubito dell’efficacia - spiega Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso - Come Provincia abbiamo scelto di scendere in campo sia attraverso la formazione, ma anche attraverso i 130 interventi cofinanziati negli ultimi 4 anni per un importo di quasi 50 milioni di euro. Il nostro obiettivo è contribuire a diminuire i terribili numeri dell’incidentalità sule trade della Marca».

Negli anni 2000 la Provincia di Treviso era maglia nera per il numero di incidenti mortali. Ma attraverso campagne choc e un’attenta rete formativa si era riusciti ad invertire la tendenza. Ora, con i 52 incidenti mortali di quest’anno, la situazione è tornata allarmante.

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 «Stiamo tornando a numeri impressionanti di incidentalità stradale. Dobbiamo spiegare ai ragazzi che l’incidente arriva quando meno te lo aspetti, insegnare loro l’educazione visiva e che un impatto sarà tanto più drammatico quanto è il valore della velocità a cui si sta andando» spiega il professor Marino Biscaro, formatore e membro del comitato utenza e sicurezza della Provincia di Treviso.

Al corso è intervenuta anche la dirigente dell'ufficio scolastico provinciale di Treviso, Barbara Sardella: «Gli studenti sono rimasti particolarmente scossi dall’ultimo incidente che ha visto coinvolti due loro coetanei. A loro dico che la tragedia non è solo per le famiglie delle vittime, ma anche per le famiglie di chi causa l’incidente, il codice penale prevede ora l’omicidio stradale colposo, che significa dai 2 ai 10 anni di carcere. Un incidente rovina la vita di tutti».

All’uscita della lezione, Nicole che frequenta la 5 BE racconta che è stata una mattinata utile: «Ho la patente e sono una motociclista, faccio come hanno detto gli esperti, presto molta attenzione a quello che capita attorno. All’inizio avevo paura, ora sono più a mio agio. Ma non rischio mai, soprattutto quando non sono sola».

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Intanto, gli incontri si svolgeranno in altre 14 scuole superiori nei prossimi due mesi: l'IPSSAR “Maffioli”, l'IPSIA "Galilei" e l'ITIS “Barsanti” di Castelfranco Veneto, l'I.S.I.S. "A.Scarpa" e l'I.T.C.G. "Sansovino" di Oderzo, l'I.S.I.S. “Scarpa" di Motta, l'I.S.I.S. "Palladio" e il liceo “Duca degli Abruzzi” di Treviso, l'I.S.I.S. "Einaudi-Scarpa" di Montebelluna, il Liceo “Berto” di Mogliano Veneto, l'ISIS “Fanno” e l'I.S.I.S. "Da Collo" di Conegliano e l'IPSIA “Città della Vittoria” di Vittorio Veneto.

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