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Omicidio Dall’Ava, condannato a 12 anni l’assassino

Vittorio Veneto. Giovanni Maria Cuccato dovrà trascorrere anche 5 anni in una casa di cura. Stamattina la sentenza del rito abbreviato

Marco Filippi
1 minuto di lettura

Il luogo del delitto

 

VITTORIO VENETO. È stato condannato a 12 anni di galera Giovanni Maria Cuccato, 46 anni di Conegliano, l’uomo che la notte del 12 dicembre 2020 aggredì con un coltello da cucina il pensionato Luciano Dall’Ava, 72 anni di Colle Umberto, uccidendolo dopo avergli inferto una serie di colpi mortali alla gola. Dopo aver scontato la pena, Cuccato dovrà anche trascorrere 5 anni in una casa di cura. Accolte in toto le richieste del pubblico ministero Giulio Caprarola. Cuccato dovrà anche risarcire i figli di Dall’Ava, Domenico e Federica. Il giudice Angelo Mascolo ha riconosciuto ai figli (parte civile con l’avvocato Enrico d’Orazio) una provvisionale di 50mila euro.

Nei confronti di Cuccato (difeso dall’avvocato Cristiana Polesel) era caduta nel corso delle indagini l’accusa di tentato omicidio nei confronti di Irabor Joy, la donna africana che era in auto con Dall’Ava e che scatenò l’ira e la gelosia dell’assassino. Le ferite riportate dalla donna non furono inferte da Cuccato con lo scopo di ucciderla. Si tratta di due ferite da taglio lievi alla mano sinistra della donna che le procurarono una prognosi di una decina di giorni. Cuccato era anche accusato di altri due reati: violenza privata (con la forza costrinse l’africana a scendere dal Fiat Fiorino della vittima e a entrare nella sua Fiat Punto) e per aver portato fuori dalla casa un coltello.

L’omicidio avvenne in piazza Fiume a San Giacomo di Veglia, nei pressi della chiesa. Cuccato quella sera aveva posteggiato la sua Punto a fianco del pick-up di Dall’Ava dal lato del passeggero e aveva fatto uscire la 39enne nigeriana caricandola a forza nella sua. Poi, entrato dalla portiera del lato passeggero del pick-up, vibrò diversi fendenti sul collo, sul braccio e sul viso di Dall’Ava. Dopo l’assassinio del pensionato la donna nigeriana, terrorizzata dal raptus omicida, scese dall’auto di Cuccato, abbandonando la sua borsetta con il cellulare, e corse verso casa, che si trova a poche decine di metri dal luogo del delitto. In quel frangente Cuccato, che aveva ferito la donna alla mano, l’aveva inseguita con il coltello. Poche ore dopo l’arresto dell’omicida da parte dei carabinieri.

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