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Gina chi era la donna uccisa dal figlio Ippolito

Un rapporto da sempre difficile tra madre e figlio, sfociato in omicidio

diego bortolotto
1 minuto di lettura

Maria Luisa Bazzo, detta Gina, la vittima dell'omicidio di Conegliano

 

Maria Luisa Bazzo 87 anni, per tutti Gina, vittima dell’omicidio di Conegliano, uccisa dal figlio Ippolito Zandegiacomo, era originaria della Città del Cima. Ha diviso la sua vita tra Conegliano e Auronzo di Cadore, dove aveva conosciuto Bruno Zandegiacomo. Insieme hanno gestito per molti anni un albergo, il Bellavista, nella località turistica. Lì aveva lavorato come cameriere anche il figlio Ippolito. Facevano le stagioni in estate.

A Conegliano al figlio avevano dato in gestione un bar, in piazza IV Novembre, e una cartoleria la “Kennedy”, attività che però non avevano avuto fortuna. All’epoca il giovane Ippolito ha avuto problemi di dipendenze, non riuscendo a gestirli. Il 57enne ora non aveva una occupazione.

Da diversi anni in pensione, Bruno e Gina, vivevano nell’appartamento al terzo piano della palazzina di via Einaudi a Paré, insieme al figlio. Lo scorso luglio Bruno era morto. Erano rimasti Gina e Ippolito. Un rapporto complicato da sempre il loro. Il resto è storia di oggi, quando il figlio ha sgozzato la madre che era a letto. «Venite, ho ucciso mia mamma», è stato Ippolito a chiamare i carabinieri, e aggredire anche loro, dopo aver ucciso il suo gatto. «Vi uccido tutti», urlava il 57 quando ha aperto la porta ai carabinieri.

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