In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Conegliano, la maestra assunta “a cottimo” vince al Tar. Ma la scuola non paga

Da 4 anni attende lo stipendio che non arriva, malgrado la sentenza. Il preside: «Liquiderò il dovuto»

1 minuto di lettura

Docente di Conegliano «pagata a cottimo» vincitrice davanti al giudice del lavoro attende il pagamento della retribuzione da quattro anni: «Sono senza parole per l’indignazione, non si riesce a capire perché non si rispetti una sentenza», attacca Michela Gallina, Gilda Treviso. L’insegnante, 56 anni, all’epoca dei fatti assegnata a una primaria del Comprensivo 3 di Conegliano, era stata pagata per un anno scolastico (il 2018/2019) 1.578,80 euro netti anziché 8-9.000, cifra non ben definita «poiché a tutt’oggi la scuola non ha comunicato i conteggi». Nell’aprile 2021 aveva vinto una causa contro il ministero dell’Istruzione al Tribunale di Treviso: aveva accettato una proposta di contratto di supplenza per 12 ore alla settimana, ritrovandosi poi a sottoscrivere 15 contratti per supplenze temporanee di due giorni. «Ma la docente era tenuta a partecipare alle riunioni nei giorni in cui non risultava assunta. Una soluzione estremamente penalizzante: era stato autorizzato il lavoro a cottimo», aveva spiegato Gallina dopo la sentenza favorevole.

Non ricevendo il dovuto, la docente, a un anno di distanza, si è rivolta al Tar perché ordinasse la piena esecuzione della sentenza del giudice del lavoro. Il tribunale amministrativo ha accolto la richiesta, ordinando alla scuola e all’Ufficio scolastico regionale di provvedere al pagamento entro 90 giorni. Che, però, sono già trascorsi.

«Nonostante i solleciti, l’insegnante sta ancora aspettando», incalza Gallina, che con Gilda l’ha supportata nel percorso giudiziario, «la situazione assume contorni paradossali».

La vicenda della maestra di Conegliano ha dell’incredibile anche a detta degli operatori scolastici dell’istituto Comprensivo 3 di Conegliano. La scuola, infatti – anche a seguito delle sentenze – riconosce appieno il diritto dell’insegnante di vedersi pagare i circa 8-9mila euro dovuti, ma finora è rimasta bloccata dalla mancanza di trasferimenti adeguati.

«Chiamerò lunedì stesso l’Ufficio scolastico provinciale per capire come trovare una soluzione, perché da una parte l’insegnante ha diritto a quei soldi, ma la scuola non può rimanere con un ammanco a bilancio per due anni», ha spiegato il nuovo dirigente dell’Istituto comprensivo 3 di Conegliano, Giovanni Pucciarini. La scuola si era infatti rivolta al ministero per chiedere i fondi necessari a effettuare il pagamento, senza però ottenere l’assenso. Di qui le lungaggini e le attese, fino alla pronuncia del Tar che ha dato tempo alla scuola stessa 90 giorni per effettuare il pagamento. Periodo di tempo già scaduto.

Ora il sindacato Gilda torna alla carica portando all’attenzione l’intera vicenda.

I commenti dei lettori