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Carenza di medici di base a San Biagio. Il sindaco: «Inaccettabile, l’Ulss intervenga»

Fallita la sperimentazione che portava quattro medici di Treviso a San Biagio. Cittadini e comune proseguono con la raccolta firme

matteo marcon
1 minuto di lettura

A inizio luglio sembrava essersi aperto uno spiraglio: i medici di base trevigiani, chiamati a prendersi collegialmente carico degli assistiti del dottor Giorgio Schiavon a San Biagio, avevano accettato di esercitare la loro attività di ambulatorio nei locali messi a disposizione dal comune nell’ex distretto di Piazza Tobagi. Per circa mezza giornata alla settimana Viviana Dal Mas, Nicoletta Franzin, Silvia Galici e Laura Ramon (medici di base che hanno i loro ambulatori nel comune di Treviso) avrebbero garantito la loro presenza all’interno del comune di San Biagio, consentendo ai loro assistiti ormai “esuli”, di evitare lunghe e difficoltose trasferte nel capoluogo. Ad aggravare i disagi contribuiva, ieri come oggi, il fatto che molti degli assistiti del dottor Schiavon sono residenti nelle frazioni di Fagarè e Olmi, oltre che anziani.

A distanza di qualche mese quella soluzione sperimentale è già fallita, «per l’indisponibilità degli stessi medici a proseguire», rende noto il comune in una nota. In questa grave crisi, il sindaco di San Biagio di Callalta torna dunque alla carica per chiedere all’Ulss 2 di trovare al più presto una soluzione alla grave carenza di medici di famiglia che sta penalizzando il proprio territorio. «Siamo uno tra i comuni più vasti della provincia, con distanze significative dal capoluogo di Treviso. Costringere i pazienti, spesso anziani e in difficoltà, a farsi carico di un lungo tragitto per raggiungere l’ambulatorio del medico, è inaccettabile nel 2022. So che si tratta di un’emergenza generale, che colpisce anche altri comuni della Marca, ma» osserva Alberto Cappelletto «le peculiarità di San Biagio sono tali che confido in una risposta adeguata e specifica da parte della dirigenza della nostra Ulss».

Mercoledì scorso il primo cittadino sanbiagiese è tornato in pressing sul dottor Maurizio Sforzi, direttore del Distretto socio sanitario Treviso Sud. Si tratta di un braccio di ferro che va avanti ormai da mesi. E che sembra destinato a proseguire ancora a lungo: «Da parte nostra» rilancia Cappelletto che con l’assessore ai rapporti con l’Ulss Giulia Zangrando è in costante contatto con i vertici dell’Azienda sanitaria trevigiana «continueremo a sostenere la raccolta di firme tra la popolazione perché sia trovata soluzione ad un’emergenza che penalizza il nostro territorio più di altri. In una recente telefonata con il dottor Sforzi ho avanzato anche l’ipotesi di sperimentare altre soluzioni, magari trasferendo del personale dipendente dell’Azienda sanitaria, visto che i medici di famiglia, in convenzione, hanno facoltà di decidere dove svolgere la propria attività. A mali estremi, estremi rimedi» conclude Cappelletto.

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