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Treviso, l’incendio di via Pennacchi fu appiccato dal fidanzato dopo una lite

La scoperta dopo le indagini della polizia. Lei, che aveva mentito per coprire il fidanzato, è stata denunciata per favoreggiamento

Federico de Wolanski
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Altro che incidente, ma “benzina sul fuoco” dopo l’ennesima lite tra due fidanzati. L’incendio che lo scorso aprile ha devastato un appartamento in un condominio di via Pennacchi, alle porte di Treviso, causando l’evacuazione dello stabile, vari intossicati e un lungo intervento dei vigili del fuoco è stato un evento doloso. Non una casualità.

A stabilirlo le indagini della polizia coordinate dalla Procura di Treviso e scattate dopo il rogo. «Se nell’immediatezza del fatto si era ipotizzata una verosimile causa accidentale» spiega la Questura di Treviso, «Dalle prime testimonianze assunte nei giorni successivi erano emerse contraddizioni rispetto a quanto riferito dalla proprietaria dell’appartamento da cui il rogo si era sviluppato, posto che la stessa aveva dichiarato, tra le altre cose, di essere sola in casa nel momento in cui era scoppiato l’incendio, laddove i vicini l’avevano sentita discutere animatamente prima della deflagrazione.

Di qui l’avvio di articolata attività di indagine da parte di questa Squadra Mobile, le cui risultanze, supportate dagli accertamenti tecnici svolti dai Vigili del Fuoco, hanno portato all’emersione di numerosi e gravi indizi a carico del convivente della donna, il quale avrebbe appiccato il fuoco al culmine dell’ennesimo litigio, dandosi poi alla fuga».

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La lite era stata nascosta dalla donna che assieme al compagno, scappato dall’appartamento non appena scoppiato il rogo, è stata accompagnata negli Uffici della Questura dove gli è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini emesso dalla locale Procura della Repubblica, che ha ipotizzato nei loro confronti i reati di incendio doloso aggravato e favoreggiamento personale.

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