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Chiesto per Steve Quintino l’affidamento a una comunità

Il suo legale, l’avvocato Paola Miotti: «Il carcere non è il luogo ideale per curarlo». Il pm: «Rimanga in cella»

Marco Filippi
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

L'avvocato Paola Miotti, legale di Steve Quintino

 

TREVISO. E’ stato convalidato dal giudice Piera De Stefani l’arresto di Steve Quintino, il 19enne di Riese che sabato mattina ha seminato il terrore nelle strade della provincia a bordo di tre auto rubate, travolgendo e uccidendo un ciclista di Loria.

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Nel corso dell’interrogatorio Quintino s’è dimostrato ancora confuso e alle domande del giudice ha replicato con risposte incoerenti. Ha di nuovo chiesto scusa ma ha anche ripetuto di voler salvare il mondo e di aver rubato le tre auto perché voleva correre veloce. In definitiva, la sua mente rimane poco lucida.

Stando così le cose, il suo legale, l’avvocato Paola Miotti, ha chiesto al giudice, oltre a disporre una perizia, che venga valutata la richiesta di spostare Quintino in una comunità dove possa essere curato. Da parte sua il pubblico ministero ha ribadito la sua richiesta che Quintino rimanga dietro le sbarre del carcere di Santa Bona.

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