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L’onorevole Ingrid Bisa, confermata parlamentare della Lega per il Trevigiano. «Bollette prioritarie»

L’avvocato civilista: «Dobbiamo correre, il governo dev’essere operativo al più presto. Lotta al caro bollette e autonomia le priorità, anche la giustizia va riformata»

Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Ingrid Bisa è stata confermata alla Camera, dov’era approdata nel 2018 

Ingrid Bisa, ex consigliere comunale di Cavaso del Tomba, avvocato specializzato in diritto civile, continuerà a rappresentare la Lega in Parlamento: confermata alla Camera, dov’era approdata nel 2018.
È arrivata la conferma degli elettori, sarà una diciannovesima Legislatura nel segno della continuità, per quanto la riguarda?
«Ci metterò lo stesso impegno che ho avuto nella precedente. Nel corso degli anni ho lavorato in Commissione Giustizia, mi sono stati affidati diversi incarichi come quello di vice presidente della Giunta per le Autorizzazioni e di segretario della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi.

Le priorità sono quelle che vediamo tutti i giorni nel quotidiano: in primis i rincari di luce e gas che stanno attanagliando imprese e artigiani. Per questo, il governo si deve insediare il prima possibile e iniziare a lavorare subito. Ovviamente, un’altra delle priorità per noi veneti è l'autonomia, che auspichiamo arrivi nei primi mesi di questa legislatura».
Capitolo rincari: cittadini e aziende sono preoccupati, gli imprenditori segnalano il rischio di fallimenti in serie, quanto tempo ci rimane?
«Bisogna correre, agire immediatamente. Ero al telefono con un imprenditore del territorio che stava valutando la conversione della tipologia di indotto dei macchinari, da metano a gasolio.

C’è tantissima preoccupazione, il governo si deve insediare quanto prima e prendere provvedimenti urgenti e consistenti. In questo senso, uno scostamento di bilancio per me è assolutamente necessario».
Le imprese chiedono di fare presto anche per quanto riguarda la necessità di manodopera. C’è chi chiede di allargare le maglie dell’immigrazione, lei cosa ne pensa?
«Credo sia centrale la questione della formazione scolastica. Bisogna focalizzarsi sugli istituti tecnici. Non è un problema nato adesso, è da un decennio che è aumentata questa carenza di personale.

Alle imprese serve che l’inserimento in azienda sia immediato. E in tante realtà, c'è la volontà dei giovani veneti di inserirsi: le aziende che ho sentito e con cui ho condiviso questa problematica dicono che con pazienza, cercando, la possibilità di formare i nostri ragazzi che escono dalla scuola esiste».
Ha citato l’autonomia come priorità: crede che sia più o meno vicina, con questo governo, rispetto ai progressi fatti finora?
«Assolutamente più vicina, con un governo di centrodestra, e un accordo al momento dell’inizio della campagna, non dovremmo avere alcun tipo di ostacolo. C’è la volontà di portare la tematica in consiglio dei ministri il prima possibile.

A livello di tempistiche, non posso dire un giorno o un anno, da veneta che ha votato il referendum, e da parlamentare della Repubblica eletta in Veneto, auspico sia il prima possibile».
Da avvocato, cosa pensa di Carlo Nordio possibile ministro della Giustizia?
«Ho avuto l’onore di conoscerlo in commissione d'inchiesta David Rossi, era tecnico in aiuto alla stessa commissione.

È una persona che stimo e rispetto per la sua esperienza personale. Abbiamo proposto un altro nome di altrettanto valore, Giulia Bongiorno, per la quale ho altrettanta stima. Non sarò io a decidere chi sarà il ministro della Giustizia, sicuramente sono due persone che hanno spessore tecnico che parlando di giustizia hanno la giusta autorevolezza.

Parlando di giustizia, abbiamo visto che ci sono diverse questioni da risolvere: esistono imprese che non investono in Italia perché la giustizia è lenta e non si possono aspettare cinque-sei anni per una sentenza di primo grado».
Torniamo alla crisi e ai rincari. I cittadini si chiedono quando passerà la bufera, le imprese parlano di altri 6-12 mesi davanti assai critici. Dal territorio che riscontri le arrivano? Se la sente di fare una previsione?
«La crisi è arrivata in maniera così veloce, nel giro di pochissimo tempo, che spero in altrettanto poco tempo si trovi una soluzione per dare respiro alle pmi, che sono il 99,9 per cento del nostro Veneto e dell'Italia, e alle famiglie.

Quindi spero che la situazione migliori prima di sei mesi. I destini di imprese e famiglie sono legati: il benessere delle prime aiuta anche le seconde».

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