In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Castelfranco, il Comune vende il Boschetto di via Lovara. In arrivo altro cemento

Opposizioni contro la «cementificazione», apicoltori divisi. La maggioranza cede l’area a un’impresa per il magazzino

Davide Nordio
2 minuti di lettura
L'area che sarà destinata a magazzino di un'impresa, fra mille polemiche 

Torna a scatenare polemiche l’area verde di via Lovara: dopo che anni fa si era assistito a una mobilitazione generale per evitare che qui sorgesse un eco-mostro, stavolta l’oggetto del contendere tra maggioranza, opposizione e gruppi ambientalisti sono i 25mila metri quadrati rimasti esclusi dalla vendita di quel lotto e in qualche modo posti come cuscinetto verde di garanzia, dove ora c’è un bosco e operano gli apicoltori castellani.

La decisione di alienarla, da parte del Comune, è scaturita dalla manifestazione di interesse avanzata dalla ditta Imballi che, nell’area contesa anni fa, ha poi costruito un grande capannone produttivo. Per poter costruire un magazzino, l’azienda ha ora chiesto di poter acquistare anche quei 25mila metri quadrati di verde.

La questione è stata discussa nel consiglio comunale di giovedì, dove ancora una volta è emersa l’inconciliabilità di vedute tra chi, come la maggioranza, vede come cosa opportuna facilitare la presenza imprenditoriale nel territorio, soprattutto in un periodo che non si preannuncia per niente facile; dall’altra quello di chi, come l’opposizione, vede questa operazione come l’ennesima e pericolosa cementificazione che ha portato Castelfranco ad essere al primo posto nella Marca per consumo di suolo e al dodicesimo nel Veneto. Posizione supportata dalla presenza in aula di Verdi e Comitato Ambiente.

«Le giunte leghiste Dussin e Marcon», ha accusato la coalizione di centrosinistra Castelfranco Merita, «hanno ereditato un Comune ricco di proprietà fatte soprattutto di terreni. Poi questo patrimonio in larga misura è stato venduto, pezzo a pezzo, con un crescendo di alienazioni soprattutto negli ultimi 12 anni. Ma ancora non sono contenti. Ed è andato in scena un ennesimo copione di sperpero di terreno comunale, con il beneplacito di tutti i partiti di maggioranza».

Parere diametralmente opposto dai banchi della maggioranza che guarda alla tutela della presenza imprenditoriale. Anche perché è stato rispettato il gentleman agreement sottoscritto con gli apicoltori di non toccare l’area rimasta libera e a loro disposizione senza il loro parere. «Ho informato subito di questa iniziativa l’associazione degli apicoltori, proponendo loro il trasferimento all’ex Arpav nel contesto dell’istituto agrario che, tra l’altro, mi sembra più confacente alla loro attività in quanto immerso nel verde», ha detto il sindaco Marcon, «ricevendone parere positivo. Tra l’altro non sarà toccata l’area riservata alla permacoltura. Circa la cementificazione sono i numeri a parlare: c’è un’importante variazione di tendenza con migliaia di metri quadrati che ora non sono più edificabili».

Ma anche il mondo degli apicoltori è spaccato: se i vertici hanno detto sì al sindaco, un gruppo ha serie perplessità tanto che aveva chiesto di rinviare questo punto dopo un confronto che si sarebbe dovuto tenere ieri. Ma l’alienazione è stata poi approvata a colpi di maggioranza.

«Quello che avverrà è uno scempio», dice in rappresentanza dei Verdi Alberto Freschi, «non ci riferiamo soltanto al bosco che sarà distrutto in quei 25mila metri quadrati, ma anche agli terreni pubblici nelle vicinanze di cui già si sa che verranno alienati. Continuando a cementificare si incrementa il rischio idrogeologico». 

I commenti dei lettori