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Chiamati alle urne 669 mila trevigiani Senato, per la prima volta votano anche i 18enni

Seggi aperti dalle 7 alle 23 per eleggere Camera e Senato. In città occhi sulla sfida interna al centrodestra con Fratelli d’Italia che cerca il sorpasso sulla Lega

federico cipolla
2 minuti di lettura

Sono 669.520 i trevigiani che domenica saranno chiamati a scegliere i prossimi deputati e senatori, divisi in 826 seggi. In leggera prevalenza il numero delle elettrici, 341.540. Per la prima volta potranno votare per il Senato - prerogativa fino alle elezione del 2018 di chi aveva più di 25 anni - anche i diciottenni. Come nel 2018 si voterà col Rosatellum, sistema misto che assegna poco più di un terzo dei seggi attraverso il maggioritario attraverso l’uninominale, e i restanti con il proporzionale, attraverso listini bloccati.

Lo scenario politico

Si confrontano le due grandi coalizioni, il centrosinistra con Pd, Alleanza Verdi Sinistra, + Europa e Impegno Civico, e il centrodestra con Lega, FdI, Forza Italia e Noi Moderati; oltre a Azione e Italia Viva, Movimento 5 Stelle, Unione Popolare, Per l’Italia con Paragone, Italia Sovrana e Popolare, Alternativa per l’Italia e Vita. I favori del pronostico sono per il centrodestra, con Giorgia Meloni che potrebbe far diventare Fratelli d’Italia primo partito. Determinante nella Marca sarà il confronto con la Lega, che potrebbe trovarsi in casa un alleato più forte. Un test importante non solo per Salvini, ma anche per Luca Zaia e per le prossime amministrative del capoluogo nel 2023. Dall’altra parte sarà importante misurare l’effetto “Terzo Polo” di Calenda e Renzi sul Pd e il Movimento 5 stelle, terrà - come pare dagli ultimi sondaggi - o crollerà?

I numeri e gli orari delle elezioni

Come detto, alle urne nella Marca saranno chiamati oggi dalle 7 alle 23 669.500 elettori, più donne (341.520) che uomini (327.980) divisi in 826 sezioni, di cui 7 ospedaliere. Treviso il comune con più elettori 63.241, Portobuffolè il più piccolo appena 547. Per avere i primi risultati si dovrà attendere almeno mezzanotte e mezza.

Come si vota

Ad ogni elettore al seggio saranno consegnate due schede, una gialla per il Senato e una rosa per la Camera dei deputati. I modelli delle due schede sono identici. Recano il nome del candidato nel collegio uninominale e, per il collegio plurinominale, il simbolo di ciascuna lista o i contrassegni delle liste in coalizione ad esso collegate. Accanto al simbolo delle singole liste sono stampati i nominativi dei relativi candidati nel collegio plurinominale.

Il voto si esprime tracciando un segno nello spazio contenente il simbolo della lista prescelta e, in tal caso, è espresso sia per lista che per il candidato uninominale ad essa collegato. Se è tracciato un segno sul nome del candidato uninominale il voto è espresso anche per la lista a desso collegata e, nel caso di più liste collegate, il voto è ripartito tra le liste della coalizione in proporzione ai voti ottenuti nel collegio. Non è previsto il voto disgiunto.

L’elettore che si rende conto di aver sbagliato nel votare può chiedere al presidente del seggio di sostituire la scheda, potendo esprimere nuovamente il proprio voto. Il presidente gli consegnerà una nuova scheda, inserendo quella sostituita tra le schede deteriorate.

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