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Fisco, pignoramenti a raffica e conti bloccati nel Trevigiano. «Imprese allo stremo, moratoria invernale»

Borsato (Lega): ogni giorno decine di debitori devono avviare le pratiche per liberare i soldi, serve un semestre bianco

Andrea Passerini
2 minuti di lettura

Agenzia delle Entrate alla Cittadella delle Istituzioni

 

I pignoramenti dell’Agenzia delle Entrate stanno mettendo in difficoltà migliaia di imprese, artigiani, Pmi e famiglie. Decine e decine di morosi entrano ogni giorno negli uffici della Riscossione, alla cittadella Appiani, per le pratiche necessarie a sbloccare i conti bancari congelati immediatamente dalla procedura mobiliare (non quella immobiliare, che coinvolge invece case di proprietà del debitore verso lo Stato) e ottenere nuove condizioni per la rateizzazione delle loro pendenze con l’Erario.

Un iter che richiede giorni o settimane, prima che i debitori possano di nuovo agire. Non la condizione ideale di fronte alla congiuntura degli aumenti e soprattutto del caro bollette

Il problema viene sollevato dal consigliere comunale leghista Roberto Borsato, che senza mezzi termini invoca una tregua da parte dell’Agenzia delle Entrate.

«In questo momento ci vorrebbe una costruttiva sospensione di tutte le procedure coattive in essere da parte dello Stato, una efficace politica di aiuti puntuale senza rimandare sempre a dopo» premette, «Penso ad una sorta di moratoria, almeno un semestre bianco per consentire a chi deve far fronte alle rate di affrontare invece il caro bollette. In questi mesi artigiani Pmi e imprese , ma ricordo anche i piccoli negozi, gli esercizi di vicinato, non possono permettersi di avere conti bloccati per giorni o settimane, mi riferiscono di banche che in Veneto hanno migliaia di procedure in essere per sbloccare i conti congelati».

L’esponente del Carroccio sottolinea poi come i blocchi dei conti abbiano effetti collaterali non indifferenti: «Per quanto poi si riesca con l’erario definire nuove modalità, lo stop ai conti correnti crea ulteriori tensioni con gli istituti di credito, dalla normale operatività a fidi e eventualmente ricevuti. Non è esattamente questo l’aiuto che serve a imprese e famiglie in questo delicatissimo momento storico».

E che le procedure non agevoleranno i debitori in questo autunno inverno cruciale lo conferma la testimonianza di un piccolo imprenditore che ha chiamato la nostra redazione: «Per quasi due settimana sono rimasto bloccato, oggi finalmente son tornato operativo con i pagamenti», spiega, «Ma adesso mi sono arrivate le bollette, il prossimo mese devo decidere se pagare queste o le nuove rate...».

Siamo di fronte ad un meccanismo di morosità che si perpetua? I bene informati dicono che a rischio, adesso, sono anche quei debitori che fin qui attendevano l’ultimo mese utile – prima che all’ottavo scattasse automaticamente la sospensione e il pignoramento – per mettersi in regola. Cosa succederà, ora, di fronte ai rincari di fornitori e di utenze ai servizi di primaria necessità?

All’Erario smentiscono ogni aumento delle pratiche in questo periodo. C’è chi, fra i colpiti i ipotizza un giro di vite legato all’avvicinarsi di fine anno, ma fonti interne sottolineano che nessun premio di risultato a dirigenti e funzionari è legato ai pignoramenti o alle somme riscosse. 

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