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Treviso, agricoltore affitta la stalla a degli immigrati: trasformata in centro rifiuti

Nei guai un agricoltore di 58 anni di Maserada. Il lavoro nei campi e l’allevamento non andavano bene e sembra fosse esposto con le banche

diego bortolotto
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I carabinieri, in collaborazione con la polizia locale, hanno sequestrato venerdì due capannoni, in via Castella a Maserada. All’interno sono stati rinvenuti quintali di rifiuti.

«Era stipata una notevole quantità di elettrodomestici smontati, pneumatici, parti e batterie di autovetture e altri rifiuti», fanno sapere gli inquirenti. L’indagine è ancora aperta, approfondimenti verranno effettuati dai militari dell’Arma del nucleo Noe. L’ipotesi di reato infatti è di traffico internazionale non autorizzato di rifiuti.

Nei guai un agricoltore di 58 anni di Maserada. Il lavoro nei campi e l’allevamento non andavano bene e sembra fosse esposto con le banche. Ha deciso di “riconvertire” l’ex stalla e i capannoni agricoli. Li ha affittati, per una cifra attorno ai 6 mila euro, a un gruppo di immigrati di origine africane. Gli stranieri hanno trasformato la struttura in un deposito. Il 58enne non sapeva cosa veniva fatto all’interno, almeno così avrebbe riferito agli agenti.

«Sono all’oscuro del traffico illecito», avrebbe detto. Il rischio per lui è di essere indagato, insieme agli immigrati, per un traffico illecito internazionale. Gli africani infatti avevano messo in piedi un’attività irregolare. Un vero e proprio business organizzato in più fasi, su cui sono in corso ulteriori verifiche.

Si piazzavano fuori dai centri di raccolta differenziata della zona, recuperando vari tipi di oggetti, tra cui frigoriferi, vecchi televisori, cerchioni, batterie, prima che venissero mandati al macero. Non è escluso che alcuni materiali fossero stati rubati. Tutto veniva stipato all’interno dei capannoni in via Castella: sono stati messi i sigilli a una superficie complessiva di 2 mila metri quadrati. Lì poi gli immigrati facevano la cernita di quanto raccolto, per selezionare i pezzi migliori. La merce era destinata alla spedizione, attraverso dei container, in Africa, per essere venduta. Un affare bloccato dai carabinieri della stazione di Maserada e dalla polizia municipale.

L’attività congiunta è scaturita a seguito delle diverse segnalazioni pervenute riguardo un intenso “viavai”, anomalo per una zona di campagna. Già da agosto erano scattati i primi sospetti. Gli agenti hanno proceduto su decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Treviso, che aveva condiviso i primi riscontri raccolti su possibili abusi, in materia di smaltimento di rifiuti. Adesso il Comune procederà con le sanzioni, i carabinieri per gli aspetti penali. 

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