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Vittorio Veneto, gli speleologi esplorano le sorgenti sotterranee del Meschio

Un lago e una cascata di 30 metri nel sottosuolo.Dopo 29 anni ripartono le ricerche degli speleosub nella grotta da cui si origina il fiume

Francesco Dal Mas
1 minuto di lettura

Speleosub nella grotta del Meschio (foto Daniele Ddm - da Facebook)

 

VITTORIO VENETO. Sapete che nelle viscere del Meschio, lassù in Val Lapisina, da dove nasce, c’è un lago pensile? È dentro una grotta e l’hanno rivisitato, dopo 29 anni. Gli esperti del Gruppo Speleologico Opitergino, Gruppo Speleologico Cai Vittorio Veneto, Gruppo Speleo San Marco e Gs Arianna (Treviso). Più precisamente, Igor Palamin, Daniele Ddm (fotografo), Alessio Fileccia, Jean Pierre, Gabriele Samassa, Beppe Tormene, Andrea Fiorot.

Sono entrati all’interno della risorgenza e favoriti dalle scarse precipitazioni di quest’anno sono riusciti a raggiungere il lago, ovvero il limite esplorativo toccato solo due volte, quasi trenta anni fa, dagli speleosub di Treviso. «Da qui ripartiranno le future esplorazioni» assicurano, precisando che «il percorso per raggiungere il lago pensile è tutt’altro che agevole, con un primo sifone e una cascata da risalire, alta trenta metri, la cui portata può variare dai 15 ai 6.000 litri al secondo».

La cascata sotterranea alta trenta metri (foto Daniele Ddm - da Facebook)

 

La risalita della cascata post sifone – dallo sviluppo verticale di 30 metri e con portate mai inferiori ai 15 litri al secondo - ha richiesto, come hanno spiegato gli interessati a La scintilena, il notiziario speleologico italiano, un lungo lavoro per armare in sicurezza il pozzo perennemente battuto dal forte flusso d’acqua il quale, in piena, può arrivare a superare i 6.000 litri al secondo di portata.Tra il materiale tecnico utilizzato una particolare sacca stagna per lavorare con il trapano in ambiente sommerso, e bombole di sicurezza personali con miscele Nitrox utili a mitigare gli effetti dei probabili accumuli di Co2 presenti nella parte più bassa della cavità.

Una volta in testa al pozzo una forra risale e conduce al sifone pensile, raggiunto dai sub del Ggt due sole volte nella prima metà degli anni ’90 durante un periodo di secca eccezionale. Da qui riprenderanno le esplorazioni degli speleosub della Federazione Speleologica Veneta, purtroppo condizionate dalle rare finestre meteo necessarie per affrontare la portata della cascata in relativa sicurezza, in ragione della quale è stata ora disarmata la prima verticale del pozzo - fanno sapere i sub - e anche per scongiurare pericolosi tentativi di risalita da parte di persone non opportunamente preparate. La Val Lapisina, come d'altra parte il vicino Cansiglio, dispongono di una rete molto vasta di cavità, di grotte, inghiottitoi.

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