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Tragedia di Revine Lago, la piccola Mariia è morta annegata

I primi accertamenti autoptici escludono al momento che la bambina ucraina di 7 anni sia stata colta da un malore

Marco Filippi
1 minuto di lettura

REVINE LAGO. Gli esiti dei primi accertamenti autoptici escludono che la piccola Mariia, trovata morta nel lago di Revine mercoledì scorso, mentre partecipava al Gres, organizzato da un collegio gestito da religiosi di Vittorio Veneto, sia stata colta da malore e confermano il decesso per annegamento.

Sarebbe questo un primo, seppur parziale, esito dell’autopsia effettuata oggi dall’anatomopatologo Antonello Cirnelli affiancato da due colleghi, Giovanni Cecchetto di Padova per la famiglia e Davide Brancoli di Mestre per il collegio San Giuseppe. Ci vorranno altri 90 giorni per avere un’ulteriore conferma, dall’esito dell’analisi dei tessuti prelevati stamattina nel corso dell’autopsia, ai primi riscontri.

Le indagini nel frattempo proseguono. Com’è noto, la procura ha iscritto i nomi di cinque persone nel registro degli indagati:  con l’accusa di omicidio colposo. Si tratta di Marina Baro alias “Suor Maddalena”, responsabile del campus, e le animatrici Martina Paier, 22 anni di Vittorio Veneto, Camilla Rizzardi, 37 anni di Revine Lago e Simonetta Da Ronch, 45 anni di Vittorio Veneto, e Tiffany De Martin, 19 anni di Fregona.

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