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Sequestrata ad Altivole una piantagione di papaveri da oppio

Operazione della Guardia di Finanza, che ha individuato le piante giardino di una villa adibita alla produzione di abbigliamento

Federico cipolla
1 minuto di lettura

ALTIVOLE. La Guardia di Finanza di Treviso, con il supporto dei colleghi della tenenza di Castelfranco, hanno sequestrato ad Altivole una piantagione di papaveri da oppio, realizzata su un terreno di circa 200 metri quadri, denunciando un cittadino straniero per il reato di coltivazione illecita di piante da cui ricavare sostanze stupefacenti.

A portare sulle tracce del terreno adibito alla  coltivazione è stata l’attività di controllo del territorio, svolta dalle pattuglie dei due reparti della Marca, che hanno individuato i papaveri da oppio, nonostante le piante fossero abilmente nascoste da altra vegetazione.

A destare l’interesse dei finanzieri è stata proprio la circostanza che il giardino di una villetta, adibita in parte ad abitazione e in parte alla produzione di capi d’abbigliamento, fosse disseminato, in mezzo alle altre coltivazioni di verdure e ortaggi, di 152 piante di papavero ben curate, alte tra i 30 e i 90 centimetri.

Che si trattasse di una coltivazione non autorizzata è stato confermato dagli esiti delle analisi effettuate dal laboratorio di tossicologia clinica e forense dell’Ulss3, che hanno accertato la presenza, nei 356 bulbi di papavero, dei principi attivi della morfina e degli oppioidi (codeina, papaverina, noscapina).

Il responsabile è stato dunque denunciato per il reato di coltivazione e produzione illegale di stupefacenti, mentre la piantagione è stata sequestrata e la Procura ne ha disposto la distruzione.

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