Lancia il televisore contro la moglie, arrestato durante il litigio in casa

Le grida hanno attirato l’attenzione attorno all’abitazione della coppia, a Vedelago. Quando i carabinieri sono arrivati, l’uomo stava ancora inveendo contro la donna, e non ne voleva sapere di calmarsi

VEDELAGO. Mesi di angherie, insulti, violenze. Fino a domenica sera quando i carabinieri sono arrivati nella loro casa e hanno arrestato e portato via il marito violento, dopo l’ennesimo litigio.

La chiamata pare sia arrivata dai vicini, che hanno sentito le urla dell’uomo, un quarantunenne rumeno.

Bersaglio della sua ira la moglie, a cui ha rivolto numerose minacce, al termine di un litigio di cui non si conoscono i motivi scatenanti. «Ti faccio fuori, ti uccido con le mia mani», una delle frasi rivolte alla donna domenica sera. Poi ha continuato a spaventarla, ricordandole il suo passato in prigione per altre violenze. «Ammazzo te e poi sarò contento di andare in carcere», le ha urlato.

Ma questa volta le grida e il trambusto hanno attirato l’attenzione attorno all’abitazione della coppia, a Vedelago. Quando i carabinieri sono arrivati, l’uomo stava ancora inveendo contro la donna, e non ne voleva sapere di calmarsi. Avendolo colto in flagranza di reato, i militari dell’Arma l’hanno arrestato e portato nella camera di sicurezza della stazione dei carabinieri, in attesa del processo per direttissima.

Come detto, non è la prima volta che il quarantunenne se la prende con la compagna. A inizio anno, a seguito di un litigio, le aveva lanciato addosso persino un televisore, colpendola e ferendola. Poi, come se non bastasse, l’aveva lasciata sulla scale, fuori di casa, tutta la notte.

Altri episodi si sarebbero verificati anche nelle settimane successive, con altre minacce di morte e offese di vario genere. Un clima di terrore psicologico e di maltrattamenti che ha impedito alla donna di ribellarsi. Difficile trovare la forza di vincere la paura e presentarsi alle forze dell’ordine per denunciare il compagno violento. Ma la situazione in quella casa era tenuta d’occhio, fino a quando domenica la chiamata ai carabinieri ha posto fine alla violenza dell’uomo. Federico Cipolla

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