Stanchezza e alcol, la doppia piaga: «Ecco come gli esercenti possono prevenire la strage»

Campagna Scrivi quando arrivi, Giannino Venerandi: «Si beve anche fuori. Per l’estate campagne in tutte le discoteche». Dania Sartorato: «I locali restano i luoghi più sicuri. Una App per certIficare l’età dell’avventore»

TREVISO. Scorre ancora sangue sulle strade trevigiane, questa volta causato dall’alcol che scorreva nelle vene di chi ha provocato l’incidente. Domenica in tarda serata ha perso la vita Davide, un diciassettenne di Morgano, con l’unica colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

L’alcol continua ad essere una delle cause di morte per chi guida. E purtroppo, spesso, non lascia scampo soprattutto se, come in questo caso, ad averne fatto uso è colui che provoca l’incidente, mentre la vittima giace a terra, senza essersi potuta difendere. Il tema dell’abuso dell’alcol di chi si mette alla guida è particolarmente sentito dai gestori dei locali, perché spesso collegati agli incidenti sulla strada.

«I locali vengono sempre colpevolizzati, ma le persone bevono anche altrove, come per esempio alle feste private. Durante la pandemia, quando eravamo chiusi, era pieno di locali clandestini dove si ballava e si consumavano alcolici», dice Giannino Venerandi vicepresidente del sindacato locali da ballo (Silb Fipe) provinciale e gestore di alcuni locali.

«Noi somministriamo drink con un controllo e li proponiamo con un costo importante, inoltre la legge dopo una certa ora ci impedisce di venderli».

La sicurezza alla guida rimane per i gestori un argomento importante, soprattutto alla luce dei fatti di cronaca e dei recenti terribili eventi, tanto che, dopo due anni di pandemia, si stanno organizzando per tornare a promuovere delle campagne di sensibilizzazione dirette soprattutto ai più giovani.

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«Attraverso le campagne vogliamo dare un messaggio forte e chiaro» continua Venerandi , «Lo abbiamo fatto in passato e stiamo organizzando la prossima, magari insieme alle istituzioni o alle scuole con le quali siamo in contatto. Noi gestori siamo sempre in prima linea per promuovere iniziative perché chi frequenta locali notturni abbia maggiore attenzione alla guida e sia consapevole che chi è al volante non deve aver bevuto o assunto sostanze. Solitamente stiamo attenti che chi esca sia in condizioni di poter guidare. Ma conta anche la responsabilità personale, per guidare serve la testa».

I ragazzi sono tornati a vivere la notte e a ripopolare i locali, con la voglia di soddisfare finalmente quel bisogno di socialità a cui hanno dovuto rinunciare negli anni scorsi e che li ha portati sia a stare lontani dai luoghi del divertimento sia ad utilizzare meno l’auto per spostarsi da un locale all’altro, nelle serate del fine settimana.

Ma il problema degli incidenti stradali è sempre in agguato e, allora, quali sono le azioni pratiche che i locali mettono in atto?

«All’interno dei nostri locali, durante le serate ricorrono i messaggi vocali dei deejay che mettono in guardia i ragazzi, negli schermi gira la locandina della campagna lanciata prima della pandemia “okkio alla guida” e stiamo pensando di offrire degli energy drink, in collaborazione con le aziende fornitrici delle bevande, per dare un supporto di una bibita energetica a chi guida o ne sente la necessità. Inoltre in tutti i locali in regola ci sono servizio d’ordine, telecamere attive e servizio sanitario, quindi riusciamo a garantire assistenza e controllo, diversamente dai luoghi abusivi» specifica Venerandi.

Che aggiunge: «Sono stato anche contattato da un’associazione e con loro stiamo pensando di mandare il video di un incidente in contemporanea in tutti i locali, alla stessa ora, affinché i ragazzi si rendano conto di quello che può accadere una volta che salgono in macchina. Sicuramente un’azione forte, ma che vale di più di mille parole dette da un adulto. Noi, poi, abbiamo un dialogo continuo con i giovani attraverso i nostri canali social, un modo potente per arrivare a loro».

Giannino Venerandi con Bob Sinclair

L’esercente, dunque, assurge anche ad un ruolo sociale «abbiamo l’obbligo in caso di dubbio sull’età di chi ordina da bere, di chiedere il documento per verificare la maggiore età» precisa Dania Sartorato, presidente di Fipe e di Confcommercio Unione provinciale di Treviso «è un compito descritto in tutti i corsi di formazione, siamo particolarmente attenti soprattutto quando si tratta di minori di 16 anni, in quel caso il barista potrebbe incorrere nel reato penale. Per poter lavorare in modo più agevole, si potrebbe ovviare predisponendo una App per verificare velocemente l’età dell’avventore, come si faceva con il controllo del Green pass a cui tutti siamo stati abituati».

Sartorato e Venerandi sono comunque concordi nel dire che i locali, al momento, risultano luoghi sicuri e che alla guida ci vuole concentrazione e che, spesso, sono la distrazione o l’uso del cellulare ad essere le cause più frequenti di incidenti stradali.

«Forse servirebbero anche maggiori controlli sulle strade, sia quelle principali che quelle interne, con l’obiettivo non di punire, ma di prevenire tragici eventi» conclude Giannino Venerandi.

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