Madri e figli: «Parliamo insieme delle tragedie che coinvolgono i ragazzi della mia età»

Progetto «Scrivi quando arrivi» della tribuna con la Provincia di Treviso, Marta neopatentata racconta le buone abitudini (come indossare sempre la cintura in macchina, appena salita) e la paura delle strade non conosciute

TREVISO. Marta Durante ha 19 anni, è sorella di Tommaso e figlia di Rosalba Lagonigro.Marta ha preso la patente nel settembre 2021 è quindi una neopatentata. 

In quanto tale, per i primi tre anni, deve astenersi completamente dal bere, osservare dei limiti di velocità particolari, come non superare 100 km/h in autostrada e i 90 km/h su strade extraurbane, per il primo anno dal rilascio non è consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kW/t e con potenza massima di 75 CV. E infine per ogni per ogni infrazione che prevede la decurtazione di punti dalla patente, secondo l’articolo 126 bis del Codice della Strada, le verranno sottratti il doppio dei punti.

Dialogo in casa sull'educazione stradale: madre e figli a confronto

Cosa ti dicono i tuoi genitori prima che tu prenda la macchina?

«Di stare attenta soprattutto se guidano i miei amici, di non salire in macchina con uno che ha bevuto e se guido io di stare attenta, rimanere sempre concentrata e non badare ad altre distrazioni. Danno per scontato che non uso il telefono e non bevo. Di me si fidano, ma rimarcano molto di stare attenta».

Quale è il consiglio che ti hanno dato che ritieni più valido?

«L’abitudine da quando sono piccola è quella di mettere la cintura appena salita in macchina. Noi giovani abbiamo questa accortezza. E poi mio papà mi dà consigli pratici, come per esempio quello di mantenere la distanza di sicurezza soprattutto quando sono in mezzo a due camion».

Cosa temi di più quando sei alla guida?

«Non ho delle paure in particolare che mi bloccano. Mi crea un po’ di ansia il fatto di non conoscere la strada, sento di essere meno sicura e quindi guido con molta più attenzione».

Sei contenta del supporto dei tuoi genitori in ambito di guida sicura?

«Sì, con i miei genitori parliamo molto soprattutto davanti alle notizie di incidenti mortali che hanno coinvolto dei coetanei. Può succedere in un attimo e il fatto di averlo sempre presente è importante. Quando sono alla guida ripenso alle parole dei miei, parliamo degli incidenti fatti dai miei coetanei e i miei genitori mi raccontano delle loro esperienze, io imparo anche da quello».

Qual è la tua reazione quando senti che ragazzi giovani muoiono sulla strada?

«Mi ha toccato molto la notizia della morte di un ragazzo che si chiamava Tommaso come mio fratello, aveva la stessa età e che tornava da una festa dove era stato anche mio fratello».

Perché queste particolarità ti hanno colpito? E in che modo?

«Tutte queste coincidenze mi hanno fatto riflettere. Quella tragedia poteva succedere a noi. Ci sono rimasta molto male per questo ragazzo e per la sua famiglia».

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