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Nuovo ponte di Vidor, Veneto Strade apre: «Tracciato da rifare insieme ai comuni»

Si è svolto a Marghera il confronto tra enti promosso da Razzolini. Si presterà maggiore attenzione alle istanze del territorio

A.P.
2 minuti di lettura
Un gazebo che raccoglie firme per il raddoppio del ponte sul Piave. La mobilitazione va avanti da anniUn gazebo che raccoglie firme per il raddoppio del ponte sul Piave. La mobilitazione va avanti da anni 

VIDOR. Veneto Strade apre ai comuni: il nuovo tracciato del ponte di Vidor nascerà condiviso. È il primo risultato del summit del 9 maggio a Marghera, nella sede della controllata regionale, organizzato dal consigliere regionale Tommaso Razzolini (FdI).

L’ad di Veneto Strade Silvano Vernizzi, ha ripercorso le ragioni che hanno portato Veneto Strade a scegliere un nuovo tracciato anche più economico rispetto a quello del 2015 partorito dai comuni ma ha detto che la società considererà le istanze del territorio, per la gioia dei comuni interessati, e dei rispettivi sindaci (assente giustificato Marco Turato, primo cittadino di Pederobba).

C’erano Mario Bailo di Vidor, con il vice Albino Cordiali, assessore provinciale uscente alla viabilità; Luciano Fregonese di Valdobbiadene; Marianella Tormena di Crocetta e Claudio Sartor di Cornuda, attuale assessore alla viabilità della Provincia.

 Quest’ultimo ente era rappresentato dalla vicepresidente Marina Bertelle; non si è vista invece Silvia Rizzotto, presidente della commissione regionale Lavori Pubblici, pure invitata.

In un clima più costruttivo dopo lo scontro - la lettera non è sta per nulla gradita dai comuni, così come il tracciato, che per i comuni non risolve i nodi del traffico e la congestione dei flussi nei centri abitati, a cominciare da Covolo – si è deciso di trovarsi a breve, in una decina di giorni, per un primo confronto operativo.

L’idea è di ripartire dalle esigenze del territorio, che i tecnici e progettisti di Veneto Strade dovranno fare propri per un tracciato che metta d’accordo tutti, resta il nodo finanziario, perché è stato ribadito che i soldi, a prescindere dell’entità della somma, sono tutti da reperire, ma il motto ieri è stato quello di “un passo alla volta”.

Bertelle ha espresso la soddisfazione della Provincia, schieratasi apertamente al fianco dei comuni. «Ci sono dubbi sul nuovo tracciato, i comuni preferiscono quello precedente».

Anche il promotore Razzolini, in una nota, ha sottolineato il «dialogo costruttivo su diversi punti, con un approccio positivo per il futuro» ribadendo come «la priorità sia la definizione del tracciato ideale, nel più breve tempo possibile, con cui poi reperire poi le risorse necessarie».

Da parte dei sindaci, c’è stato il riconoscimento dell’apertura di Veneto Strade, ma questo non ha impedito di mettere i punti sulle “i”.

Così Claudio Sartor ha contestato il costo del nuovo tracciato di Veneto Strade («Mancano i milioni di espropri»). Tutti i primi cittadini intervenuti hanno concordato sulla necessità di analizzare i nodi cruciali, rivedendo le stesse prescrizioni del 2015. «I cittadini vivono ogni giorno sulle propria pelle le criticità legate al traffico nell’intero quadrante, di qua e di là del Piave».

Al prossimo summit saranno invitati Ats – il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese, ha proposto come mediazione la revisione del progetto dell’ampliamento del depuratore di Covolo, in corso d’opera, ovviamente del comune di Pederobba.

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