L’incidente è vile, inaspettato: «Le quattro mosse per capirlo e non sbagliare più»

#scriviquandoarrivi Il professor Marino Biscaro per conto della Provincia dà lezione negli istituti superiori della Marca

TREVISO. L’incidente è vile perché arriva quando meno te lo aspetti; non abbassare la guardia: allena la tua concentrazione visiva; cerca di comprendere la dinamica di quello che sta succedendo.

Queste sono le basi per prevenire gli incidenti, degli accorgimenti pratici indirizzati ai giovani per guidare in sicurezza e consapevolmente. La campagna  #scriviquandoarrivi della tribuna di Treviso in collaborazione con la Provincia di Treviso per la sicurezza stradale rivolta ai giovani.

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Le basi della prevenzione

A trasmettere informazioni e strategie è, da oltre vent'anni, la Provincia di Treviso che entra nelle aule degli Istituti della Marca per spiegare direttamente a studentesse e studenti come comportarsi quando, alla guida di qualsiasi mezzo, ci si trova di fronte a un evento imprevisto.

Non solo lezioni sui limiti di velocità, dunque, ma proprio incontri didattici per spiegare quali sono le azioni da eseguire per portarsi a casa la vita durante un incidente in macchina o in motorino. Per affrontare questi argomenti in classe, la Provincia di Treviso ha affidato l'incarico alla (FMI) - individuando quale formatore esperto il prof. Marino Biscaro - che in questi anni ha portato avanti il progetto strategico di "Prevenzione degli incidenti stradali e diffusione Cultura della Sicurezza" per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado.

Ogni settimana, vengono coinvolte decine di studenti del quarto e quinto anno delle scuole superiori di secondo grado, con l’obiettivo di trasmettere i comportamenti da tenere per strada e le strategie per saper gestire la situazione, prevedere il pericolo, ma ancor di più di conoscerlo e interpretarlo.

La presentazione del presidente della Provincia: video

Scrivi quando arrivi: Marcon presenta la campagna di sicurezza stradale con la Tribuna

Le lezioni in classe

Per arrivare a questo, la Provincia, attraverso le lezioni del prof. Biscaro, si serve di una metodologia ben precisa, studiata appositamente da un team di esperti, basata sulla metacognizione, ovvero “io imparo a imparare”. Attraverso la conoscenza e il controllo dei processi, ragazze e ragazzi possono apprendere come comportarsi nel momento dell’incidente perché saranno pronti e sapranno come reagire. «Utilizzare questo metodo insieme a quello scientifico significa regalare ai giovani una propensione a capire l’incidente, crearsi una strategia, un'assicurazione personale per potersi difendere dall’incidente. Perché purtroppo per strada gli errori si continuano a commettere», conclude il professor Biscaro.

I PUNTI CARDINE DEL PROGETTO

I concetti chiave che emergono dalle lezioni, fondamentali per poter comprendere quale sia il comportamento migliore da attuare in caso di pericolo su strada, sono i seguenti:

Vile

1.L 'incidente è V: vile e vigliacco, per due motivi. Il primo, è sempre nascosto dietro l'angolo e, secondo, avviene quando meno te l'aspetti. È importante ricordare che gli occhi non vanno mai chiusi, perché magari una via di uscita riesci a trovarla. Ed è necessario imparare a frenare. Il tempo di frenata è un'abilità che va acquisita, che va costruita è una tua assicurazione sulla vita che devi assimilare un po’ alla volta attraverso prove pratiche e capendo che devi riuscire a trovare lo spazio e la capacità di saperti fermare in tempo evitando l'ostacolo.

Ecco come imparare a gestire lo spazio di frenata, e guai a chiudere gli occhi

Concentrazione

2.Concentrazione visiva. È fondamentale avere sempre lo sguardo rivolto 150/200m davanti a te. Se vai a 50 km/h significa che percorri 15 metri in un secondo, questo è un dato fisico. In tre secondi hai già fatto quasi 50 metri e sei già dentro l’ostacolo. Se riesci a visualizzare l’incidente, puoi avere il tempo per correggere la traiettoria, iniziare a frenare e salvarti la vita.

Interiorizzare

3.Interiorizzare l’incidente, attraverso il metodo scientifico: rivedere le immagini dell'incidente prima a velocità normale poi sezionarlo, descriverlo accuratamente attimo per attimo. Questo permette di comprendere cosa è avvenuto in quegli istanti drammatici che hanno portato via la vita alla povera vittima.

Dalla parte del più debole

4. Mettersi nella parte del più debole. Significa chiedersi: “cosa avrei fatto io in quel momento se fosse successo a me quella tragica circostanza? Come avrei reagito?”, perché è da qua che bisogna partire: essere capaci di porsi di fronte all'incidente per saper intervenire nel momento cruciale, in quell’attimo in cui tutto accade, con prontezza di riflessi, ma soprattutto con la consapevolezza che il pericolo è sempre in agguato. —

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