Il presidente Marcon: «Le campagne sulla sicurezza servono, negli anni Duemila dimezzammo gli incidenti»

Progetto Scrivi quando arrivi, l’intervista al vertice della Provincia di Treviso: «Bisogna tornare a sensibilizzare su questo tema, quando l’abbiamo fatto abbiamo avuto risultati»

TREVISO. La Provincia di Treviso torna in prima linea per combattere il fenomeno degli incidenti stradali. Lo fa insieme a noi con il progetto “Scrivi quando arrivi”, inserito nella serie di iniziative promosse dall’ente chiamate “Provincia + te. Insieme per la prevenzione degli incidenti stradali”. Una campagna di sensibilizzazione rivolta ai giovani e a tutti gli utenti della strada, con l’obiettivo di ridurre i numeri, tornati ad essere preoccupanti. Stefano Marcon, presidente della Provincia e grande esperto in campo di autotrasporti, descrive la situazione e le azioni intraprese per contrastare questo triste fenomeno. Il tema della sicurezza stradale è sempre stato importante per la Provincia.

Quando nasce questa attenzione?

« Negli anni Duemila, la Provincia ha centrato l’obiettivo dettato dall’Unione Europea di ridurre del 50% il numero degli incidenti mortali in provincia di Treviso, prima eravamo maglia nera. Gli interventi di formazione e di viabilità messi a punto avevano consentito di centrare l’obiettivo. Purtroppo nel 2014, la riforma del Rio ha troncato ogni possibilità all’Ente Provincia di Treviso di fare alcune forme di prevenzione o viabilità e, effettivamente, dal 2014 il fenomeno è cominciato a salire».

Quali sono le azioni che mette in campo la Provincia per contrastare il fenomeno?

«Abbiamo ripreso l’anno scorso tornando nella scuola secondaria di II grado, attraverso lezioni con gli esperti. In parallelo svolgiamo opere di miglioramento della viabilità in accordo con i Comuni. Dal 2019 al 2022, sono state 130 le richieste di intervento dei Comuni nei bandi di viabilità per rendere più sicure le nostre strade, di cui sessanta sono state soddisfatte nel biennio 2019/20. Nel 2021/22 ne sono pervenute altre 60 e 28 hanno già trovato copertura, le altre troveranno copertura con il consuntivo di bilancio. L'investimento complessivo della Provincia è di oltre 19 milioni di euro. Poi stiamo lavorando a più mani con enti vocati alla prevenzione piuttosto che al supporto post trauma, come associazioni, scuole guida e altri attori. Vogliamo generare un progetto per aumentare la consapevolezza degli utenti della strada del pericolo. Ricordando che la strada non è pericolosa in sé stessa, ma sono i comportamenti degli utenti che la rendono pericolosa. Ci focalizzeremo sul mettere in evidenza che è la responsabilità di ognuno di noi che riduce il numero degli incidenti».

È possibile definire un trend sugli incidenti stradali nella Marca?

«La Provincia è centro di monitoraggio per incidenti stradali al quale poi l’Istat chiede i dati e li certifica. Nel 2020 gli incidenti sono stati 1581 di cui 40 con esito fatale. C’è da considerare che i morti nel 2020 sono stati inferiori a causa del lockdown, ma nonostante questo gli incidenti non si sono fermati. Nel 2021, sono stati 1293 con 59 deceduti. Si tratta di dati parziali, ma che evidenziano che è un trend in crescita. Nel 2015 avevamo toccato il punto più basso, ma poi la curva è tornata a salire dal 2014/15. È importante continuare a fare un lavoro di formazione e prevenzione, usare testimonianze, campagne choc e interagire con le scuole per far capire ai giovani quanto sia pericoloso un comportamento sbagliato durante l’utilizzo di un mezzo che comporti la guida».

Ponendo l'accento sulle scuole: perché è importante fare formazione in classe?

«Da oltre vent'anni la Provincia svolge negli Istituti superiori di secondo grado che ne fanno richiesta lezioni sulla guida sicura e sul codice della strada. Nelle scuole non parliamo di pura teoria, piuttosto vogliamo fornire ai giovani una guida efficace e versatile di tutte quelle situazioni che possono accadere quando ci si sposta con il proprio motorino, bici e che ci colgono alla sprovvista o impreparati: una fuoriuscita a causa del manto stradale bagnato, i pericoli di un sorpasso irregolare, un incrocio particolarmente ostico o trafficato. Ma non solo: il nostro obiettivo è far breccia nella mente di un giovane e instillarvi tutti quei piccoli accorgimenti che fanno la differenza e possono davvero evitare il peggio e salvare la vita ».

Presidente, può fare un appello per la guida sicura dedicato ai giovani?

« Io sono un utente della strada e per mestiere percorro tanti chilometri. Quello che mi sento di dire è che non bisogna mai abbassare la guardia quando si è alla guida di un automezzo, che sia un camion, una macchina, un monopattino, una bicicletta o che si vada a piedi. Bisogna stare sempre concentrati su quello che si sta facendo e, cioè, utilizzare una strada. Abbassare la guardia, perdere la concentrazione, anche solo volgere lo sguardo per fare una parola con chi è al tuo fianco o utilizzare il telefonino sono le cause principali di incidenti mortali. Rimanere concentrati su quello che si sta facendo è l’arma che ci consentirà di ridurre gli incidenti stradali e permetterà agli altri di sbagliare meno, riducendo di molto la possibilità che l’incidente poi si verifichi. Attenzione ragazzi, una seconda possibilità non viene mai concessa». 

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Come e dove seguirci

Impossibile lanciare una campagna destinata ai più giovani senza avere una strategia precisa... per raggiungerli, ovunque essi si trovino. A scuola, magari. Oppure i luoghi della movida. Ma anche - e forse soprattutto - sul web: è lì che, ammettiamolo, passiamo buona parte delle nostre giornate, un po’ tutti. Declineremo questo nostro progetto con una filosofia editoriale complessiva, ma con il valore aggiunto di gestire i contenuti in modo differenziato a seconda delle piattaforme.

Ci sarà questo percorso su carta, ovviamente. Ma ci saranno anche materiali ad hoc confezionati per il sito e per i social, a partire da Instagram – qui trovate il nostro profilo – che è quello più amato dalla generazione cui ci rivolgiamo. Produrremo video pillole, giovani instagramer e influencer sono già al lavoro per parlare ai loro coetanei. Seguiteci sul sito, su facebook, su instagram e ricordate l’hashtag: #scriviquandoarrivi

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