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Emergenza siccità. Altri roghi nella Marca. Superlavoro per i vigili del fuoco

In fiamme un cascinale in val Trippera, poi incendio in un bosco vicino al ponte di Fener. Ma l’autocombustione non esiste

francesco dal mas
2 minuti di lettura

SAN PIETRO DI FELETTO. Ancora incendi. E non solo boschivi. Grande paura, infatti, ieri mattina nel Felettano in Val Trippera, in comune di San Pietro di Feletto. Le fiamme hanno divorato un cascinale di via Faè, poco distante da un’abitazione. Proprio per questo sono intervenuti in gran numero i vigili del fuoco di Conegliano, Vittorio Veneto e Treviso, attrezzati di ben cinque autobotti.

NUBE BIANCA IN COLLINA

Le nube di fumo era ben visibile anche da Conegliano e a parecchi chilometri di distanza. C'era il timore che il fuoco si estendesse alla vicina boscaglia, da una parte, e dall'altra catturasse anche la vicina residenza.

Le operazioni di spegnimento, continuate per alcune ore, sono state rese difficili sia dalla vegetazione molto secca, quindi col rischio d’incendiarsi anch’essa, ma soprattutto dalla quasi impraticabilità delle strade di accesso, poco più di piste forestali. Le autobotti dei pompieri hanno trovato difficoltà ad avvicinarsi. Sul posto sono intervenuti anche alcuni rappresentanti del Comune felettano per rendersi conto di persona che cosa stava accadendo e del pericolo dell'estensione delle fiamme.

BOMBOLE DI ACETILENE

Indagini sono in corso sulle origini delle fiamme; pare che all’interno del fabbricato ci fossero delle bombole di acetilene, il che ha reso ancora più pericolosa la situazione. Di tutt’altra natura, invece, il rogo in località Pianar, lungo la valle del Piave, al confine tra le province di Treviso e di Belluno.

Un importante focolaio si è sviluppato di prima mattina vicino alla chiesa di San Gervasio, poco distante dal ponte di Fener. Siamo sul confine tra i Comuni di Valdobbiadene e Segusino, sopra il ponte di Fener. In questo caso le fiamme si sono impadronite della boscaglia.

Sono prontamente intervenuti i Vigili del fuoco ed hanno operato, in loro collaborazione, anche le squadra di volontari Avab di Montebelluna e di Valdobbiadene, pure loro attrezzati di autobotti ed altro materiale necessario.

Una scena che si ripete sempre più spesso anche nelle Prelapi trevigiane e che allarma anche alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi nella zona di Longarone.

FORTE RISCHIO DI INCENDI

«Ricordo ancora una volta che tutta la Pedemontana, più ancora di altri territori, è a rischio incendi, peraltro ormai da tre mesi, per cui – ribadisce preoccupato l’assessore regionale alla protezione Civile, Gianpaolo Bottacin – è vietato accendere fuochi, anche solo per smaltire ramaglie, e se si va a passeggiare bisogna tenere comportamenti prudentissimi».

Solo mercoledì prossimo potrebbero arrivare le prime piogge a mitigare questa situazione di persistente e pericolosa siccità.

Altri incendi si sono manifestati nei giorni scorsi tra Cappella Maggiore (due quasi di seguito)e Valdobbiadene. Per tutta la giornata di ieri la pedemontana è stata tenuta sotto osservazione dai volontari antincendio. Anche per evitare bivacchi che, con le relative scintille, avrebbero potuto causare il peggio. —

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