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i problemi delle frazioni

Sant’Andrea, comitato infuriato «Ci sentiamo abbandonati»

Dura relazione del presidente Stangherlin: da Casa Barbarella alla viabilità i residenti attendono interventi che non figurano nei programmi del Comune

Davide Nordio
2 minuti di lettura

CASTELFRANCO

Sarà anche la frazione più lontana, stretta come si trova tra due Comuni contermini e confinante con un’altra provincia (quella di Padova), ma Sant’Andrea Oltre Muson non ci sta ad essere la “Cenerentola” di Castelfranco. E a dirlo a chiare lettere è il comitato frazionale nella sua relazione. «Salta all'occhio - spiega il presidente Roberto Stangherlin - che dopo il 2016 Sant’Andrea, a parte piccoli lavori di manutenzione, non sia più stata nei pensieri dell’amministrazione, e che nel documento unico di programmazione 2021-23 non vi sono previste opere di un certo rilievo. Eppure emergono cose importanti da fare come la pista ciclabile di via Soranza, la definizione degli spazi sia interni che esterni di Casa Barbarella, la rotonda di via Pagnana, a cui non servono grandi spazi perchè ci sono già e coinvolgono SanMartino di Lupari, Castelfranco e Castello di Godego».

Nello specifico quello che chiede il comitato è la messa in sicurezza di via Montebelluna per il tratto di 300 metri che collega al Card, ma anche circa 120 famiglie con il centro della frazione, e poi l’illuminazione pubblica di via Santa Cecilia, in località Casoni, parcheggi in centro frazione. E ancora dDefinizione dell’area verde del compendio Casa Barbarella, la messa in sicurezza delle vie Picà, Soranza e Priuli con sistemi di rallentamento del traffico.

Il bilancio del 2021 circa i rapporti con l’amministrazione non può dirsi positivo. «Non ci sono state collaborazioni - continua la relazione - e le richieste fatte non hanno avuto risposta: tra queste mettere a disposizione Casa Barbarella per ospitare servizi comunali a beneficio delle frazioni di Treville e Sant’Andrea, l’installazione di telecamere nei cimiteri delle due frazioni per i continui furti di fiori e oggetti dei familiari deposti ai propri cari, il posizionamento di un faro per la messa in sicurezza del passaggio pedonale davanti alla chiesa parrocchiale,come anche un portone di sicurezza per la stessa Casa Barbarella. A questo si aggiungono altre questioni mai prese in considerazione e avanzate negli scorsi anni: un sistema per il divieto delle auto dentro il cortile di Casa Barbarella, la messa in sicurezza dell’entrata del medico di base di fronte alla rotatoria della piazza, una maggior segnaletica in particolare in via Soranzetta per i veicoli pesanti, il sistema di illuminazione nella prima parte di via Stradazza».

Insomma, un vero e proprio “cahiers de doleance” anche se il comitato ha comunque mantenuto una alta operatività. «Il 2021 è stato un anno particolare: abbiamo avuto la forza di ripartire, con molte paure e titubanze. Sono ripartiti i progetti principali con la scuola, StudiAmo e Mamme a scuola, che stanno avendo un buon percorso, anche di partecipazione, allargando gli orizzonti della nostra offerta». Ora basterebbe un po’ di attenzione in più. —



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