Casa&Cucina: l’Ostile Osteria di Treviso, dove l’amicizia è l’ingrediente numero uno

Fabrizio Chies ai fornelli e Matteo Abbiati fra i tavoli: «Qualità, ricerca e buon rapporto qualità/prezzo»

TREVISO. Il restyling che ne ha trasformato l’insegna in Ostile Osteria Urbana non ne ha cambiato la sostanza né  il nome “percepito”, che resta quello originale: Osteria Ostile. Perché Matteo Abbiati e Fabrizio Chies hanno saputo affermare presto il loro brand tra i molti nomi storici del centro di Treviso, e oramai prossimi al decimo compleanno della loro “osteria” hanno già affrontato tanti cambiamenti che non hanno snaturato, bensì rafforzato, il loro progetto originario. 

Fabrizio Chies

«Abbiamo cambiato pelle molte volte in questi dieci anni», ricorda Chies. «Siamo partiti piccolini, alla fine del 2012, con l’idea di un “bacaro gourmet” di dimensioni contenute, ma solo pochi anni dopo abbiamo potuto ampliare il locale aggiungendo una sala ristorante e abbiamo rivisto, quindi, molti processi. Inoltre, ci siamo continuamente evoluti sia in cucina sia nella selezione dei vini, che è uno dei punti forti della nostra offerta.

«E nei nostri obiettivi c’è soprattutto quello di continuare ad evolvere, a studiare, a ricercare. Anche perché siamo molto fortunati: Matteo ed io abbiamo saputo sempre individuare insieme le scelte per noi più opportune, anche grazie al fatto che siamo amici da molti anni e abbiamo saputo trasformare un’amicizia in  una meravigliosa collaborazione».

Casa&Cucina: all'Osteria Ostile di Treviso tra ricerca, amicizia e allegria


Fabrizio ha un importante bagaglio familiare nella ristorazione e fino a dieci anni fa  gestiva la sua “Trattoria Chies” a Selvana, di cui Matteo era cliente affezionato. All’epoca Abbiati lavorava in un altro noto locale del centro storico ma, soprattutto, aveva già una significativa esperienza nel mondo enologico che ha frequentato da sempre grazie all’attività dei suoi genitori: “Abbiati Vini & Spiriti” nella vicina piazza Trentin.

Matteo Abbiati

L’idea fu, quindi, quella di sommare le due esperienze ma anche il desiderio di entrambi di approfondire le conoscenze individuali, di dare vita ad un progetto basato su una cucina ricercata ma non sofisticata, sul piacere della scoperta enologica e, non da ultimo, sul comune spirito gaudente.

«Fabrizio ed io condividiamo ogni passo», spiega Abbiati, «pertanto l’offerta di vini è sempre calibrata sulla cucina, e poiché è incentrata soprattutto sul pesce è sempre variabile secondo mercato. Personalmente sono sempre, quindi, alla ricerca di nuovi produttori, anche poco conosciuti, per farli scoprire ai clienti, sia agli habitués di cui quindi conosco le curiosità e le preferenze, sia a coloro che accogliamo per la prima volta, con cui cerco immediatamente di stabilire un’empatia, poiché curo personalmente anche il servizio in sala. Quello che maggiormente mi gratifica è proprio la loro fiducia e la loro riconoscenza quando proponiamo abbina menti e  piccole chicche enologiche che li soddisfano pienamente, anche perché cerchiamo sempre di offrire esperienze gustative esclusive, sì, ma con equi rapporti qualità/prezzo. Il nostro impegno è quello di cercare proposte di qualità al giusto prezzo. Ed è un lavoro costante, impegnativo, ma appassionante e gratificante».

Casa&Cucina, chef Fabrizio Chies: «All'Osteria Ostile dieci anni di cambiamenti e di crescita»

Che siano orgogliosi del loro lavoro lo si intuisce dal clima positivo che si respira all’Osteria Ostile, nonostante due anni di incertezze che, però, i due amici-soci hanno affrontato nel migliore dei modi. 

«Non è stata una passeggiata», ammette Abbiati, «però ci siamo sempre supportati l’un l’altro e i nostri clienti hanno percepito il nostro impegno e ci hanno supportato a loro volta, anche quando abbiamo dovuto  inventare delivery, take away e persino i più importanti “piatti da ultimare a casa” per continuare a coltivare i nostri legami con loro. Credo sia perché siamo riusciti ad affrontare tutto senza mai farci mancare il sorriso, facendo sempre trasparire quando il nostro lavoro ci appassioni».

Casa&Cucina: Matteo Abbiati, Osteria Ostile di Treviso: «Devo la mia passione alla mia famiglia»

Un cambiamento fondamentale, però, la pandemia lo ha lasciato, alla “Ostile”:Le norme anticontagio, che osserviamo sempre con grande scrupolo e convinti della loro necessità, hanno annullato gli aperitivi al bancone, che erano uno dei momenti più vivaci della giornata. Ma non nascondiamo che ne siamo felici perché con il pubblico seduto e senza affollamenti riusciamo a coccolare meglio gli ospiti: la richiesta dei nostri “cicchetti” non ne ha risentito granché e la nostra selezione ostriche, che è uno dei nostri must, continua ad essere richiestissima e molto apprezzata».

Quando si dice far di necessità virtù. —

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