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Ennesimo incidente sul ponte «Fare presto quello nuovo»

Cinque mezzi coinvolti, un ferito, traffico paralizzato per mezza mattinata E si rinfocolano le polemiche: il progetto coinvolge tutto il Quartier del Piave

francesco dal mas
1 minuto di lettura

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Un altro incidente, l’ennesimo, sul ponte di Vidor. E quindi l’urgenza di accelerare il progetto del nuovo collegamento da una sponda all’altra del Piave, tra Bosco di Vidor e Covolo. Ben cinque i veicoli coinvolti nelloscontro, avvenuto alle 6.30. È rimasta ferita una 51enne di Montebelluna, B. D. B., soccorsa dai sanitari del Suem 118 e portata in ospedale con ferite di media gravità. Il traffico, a quell’ora intenso, è sostanzialmente impazzito. La paralisi è continuata fino alle 9.45. All’origine dell’incidente pare ci sia la perdita di controllo di un’auto su una lastra di ghiaccio. Sul posto un'ambulanza e i carabinieri. Le auto coinvolte: una Citroën C3 e Fiat Grande Punto marciavano in direzione Vidor – Pederobba, (frazione Covolo), mentre una Seat Ibiza, una Toyota Yaris e un Iveco Daily in direzione opposta. Sul ponte c’era anche un po’ di nebbia. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri di Pederobba e della Polizia stradale. Diverse le ipotesi al vaglio, ma secondo i primi rilievi si tratterebbe appunto di uno slittamento dovuto al ghiaccio sul manto stradale.

«Posso testimoniare che la mattinata - afferma Anna Spinnato, consigliere comunale e provinciale, oltre che coordinatrice dell’Associazione per il ponte del Vidor - è stata davvero caotica, fino al lato opposto. Perfino il ponte di Segusino era completamente intasato. Certo è che, a questo punto, si rende necessario accelerare l’iter per il nuovo ponte di Vidor».

Recentemente è stato presentato un progetto, da parte di uno studio, incaricato da Veneto Strade, che prevede un collegamento tra la Feltrina, a Cornuda, con Covolo e Bosco di Vidor, attraverso un ponte poco distante da quello attuale, del costo di 40 milioni. Il progetto della Provincia di Treviso, che giace dal 2015, concordato con tutti i Comuni, richiede invece un investimento di 80 milioni, perché il collegamento supera i centri abitanti e mette in conto un viadotto più lungo. Sulla proposta più recente, sia Vidor che Pederobba hanno detto di no, perché la strada transiterebbe tra fabbriche e case.

«Sono preoccupata - afferma Spinnato, a nome dell’associazione - Occorre che i Comuni si incontrino e trovino un’intesa, magari sulla base della prima progettazione, per il minore impatto sociale che aveva». Intanto questa sera si terrà il consiglio comunale di Vidor che prevede, all’ordine del giorno, anche la sottoscrizione di un documento a sostegno del nuovo ponte. Tema sul quale si stanno pronunciando anche tutti i Comuni del Quartier del Piave, come per esempio Refrontolo. Per il territorio, infatti, l'infrastruttura è indispensabile per raggiungere nei tempi più brevi la nuova Pedemontana Veneta. —



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