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Vittorio Veneto, si sposano e partono volontari per la Giordania: «Aiuteremo i profughi»

Alessandro Cadorin e Silvia Pastorutti, convolati a nozze il 31 dicembre, seguiranno un progetto della Caritas, lui ha già esperienza come operatore della Caritas lungo la rotta balcanica

Francesco Dal Mas
1 minuto di lettura

Silvia Pastorutti e Alessandro Cadorin 

 

VITTORIO VENETO. Si sono sposati il 31 dicembre. Il loro futuro è tra gli immigrati in Giordania, 10 milioni di abitanti, 3 milioni e mezzo di rifugiati. Parliamo di Alessandro Cadorin, 40 anni, di Sarmede, operatore della Caritas Italiana, e di Silvia Pastorutti, friuliana.

Entrambi sono operatori di organizzazioni umanitarie. Alessandro ha iniziato nel 2009 come casco bianco per il Kossovo, si è recato successivamente in Georgia, ha quindi rappresentato la Caritas in Albania, Macedonia, Montenegro, Kosovo, quindi è volato ad Haiti. Dall’anno scorso opera in Turchia, dove i migranti possono accedere a scuola e sanità pubbliche, tuttavia la loro integrazione è tutt’altro che semplice. In Turchia ci sono ben 3 milioni e 700mila profughi, specie dalla Siria e dall’Afghanistan. Numericamente la seconda comunità di profughi in terra turca è quella afghana, con circa 200mila persone.

«Il flusso è continuo ma non dalla partenza degli americani, come molti pensano. Sono anni che è in atto un esodo dall’Afghanistan», testimonia Cadorin. E non servono a nulla i muri che spuntano come funghi, l’ultimo al confine tra Turchia e Iran: «Tappata una falla, se ne apre un’altra altrove. Questi immigrati non sono in prigione ma la loro percezione è di essere comunque imprigionati, perché non possono muoversi liberamente e neppure lavorare».

«Fanno dei lavori informali, ovvero in nero - continua la testimonianza di Alessandro - in campagna sono impiegati in lavori agricoli, in città avviano attività commerciali. Per i siriani è previsto uno status diverso, con qualche diritto in più, ma anche loro sono molto demoralizzati poiché non vedono realizzarsi il progetto migratorio, ovvero l’approdo in un Paese europeo».

In Giordania, Alessandro continuerà ad occuparsi di Turchia e del progetto Caritas regionale “Remap” di integrazione dei migranti lungo la rotta balcanica. Anche sua moglie Silvia si occuperà di aiuto ai profughi, partendo dai palestinesi che da anni e anni vivono in quel Paese. La Caritas di Vittorio Veneto, in collaborazione con numerose associazioni, è pronta a sostenerli. 

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