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Carenza di medici, scatta la petizione Raccolte un migliaio di firme in poche ore

Nel 2022 centomila trevigiani dovranno cambiare curante a causa dei pensionamenti. Tutta la provincia si mobilita

Francesco Dal Mas
2 minuti di lettura

Medici che mancano. Medici irreperibili, che si materializzano, quando riescono a farlo, solo attraverso una mail. Medici che in presenza sono così stressati da trattare i pazienti in modo, a dir poco, improprio.

Ed ecco che arriva la mobilitazione. Ai tre gazebo organizzati ieri mattina a Godega Sant’Urbano, a Codognè e Vazzola si sono presentati un migliaio di trevigiani ed in 850 hanno sottoscritto una petizione: per ridare dignità al servizio della medicina di base. 300 firme a Godega, 350 a Codognè, 200 a Vazzola.

«Sono arrivati anche da fuori Comune, taluni hanno chiesto il prospetto delle firme per raccoglierne da familiari, parenti ed amici – fa sapere Donatella Santambrogio, consigliere comunale -. Tanti volontari nei prossimi giorni passeranno di casa in casa e sabato e domenica prossimi organizzeremo gazebo anche in altri Comuni, come ci è stato richiesto».

Diego Polese, segretario circolo Pd Codognè e consigliere comunale, ricorda che la raccolta è stata promossa dai circoli di Codognè, Gaiarine, Godega di Sant’ Urbano e Vazzola e appoggiata a Codognè anche dalla civica Codognè Viva, ma non ha colore politico. Hanno firmato anche tanti leghisti, pure cittadini che notoriamente sono di Forza Italia o di destra. «Tutte persone che aspettano, da chi di competenza, un intervento urgente per migliorare le carenze del servizio di medicina di base, che perdurano da tempo fino a diventare esasperanti».

Dialogando con i cittadini è emersa, nel caso di Codognè, particolare preoccupazione per il Poliambulatorio, «una risorsa per il nostro territorio, e la sua organizzazione, dimostratasi particolarmente lacunosa».

Su un fabbisogno stimato di 508 medici di famiglia, sono ancora 15 i professionisti da sostituire. Altre 80 uscite quest’anno, l’Azienda sanitaria è riuscita a provvedere a 16 incarichi temporanei.

Il direttore Francesco Benazzi spiega che alla carenza di medici, si sommano le difficoltà nelle comunicazioni per l’applicazione dei protocolli Covid, i contagi tra il personale sanitario e la presenza di no vax.

Ma già per Codognè è in arrivo un medico. La Regione, poi, ha dato la possibilità di ampliare la capienza da 1500 a 1800 assistiti. Ma ecco le prime obiezioni. «Non si può pensare che 1500 persone – protesta attraverso un post la signora Laura – vengano contattate dagli uffici Uls per informare che non hai più un medico in paese e devi farti 15 m per raggiungerlo e pensare che tutti stiano zitti e accettino in silenzio».

Non c’è territorio della Marca che in questi giorni sia esente da tensioni come queste, Il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, e l’assessore ai servizi sociali Tobia Donadel, hanno convocato una conferenza stampa per fare il punto sulle criticità della medicina integrata a Pieve. Criticità ormai storiche – dicono – e che si sono aggravate ulteriormente.

L’Ulss 2 della Marca ha chiesto ai trevigiani di comprendere le difficoltà originate dallo stress pandemico. È vero – esemplifica – le linee telefoniche costringono a lunghe attese chi chiama e l’utente ha la percezione di un disservizio legato ad incuria e a superficialità dei medici. Ma non è così, garantisce l’Ulss.

«Comprendiamo benissimo le difficoltà, sappiamo che anche i medici di base possono essere vittime dell’assalto dei loro pazienti – afferma Santambrogio, già sindaco di Godega Sant’Urbano -, ma solo in qualche paese del terzo mondo si possono vedere code davanti all’ambulatorio, giorno dopo giorno, di persone, spesso anziani, talvolta anche fragili, costretti ad attendere ore all’aperto».

Il consigliere regionale Roberto Bet ha commentato che l’iniziativa odora di strumentalizzazione politica di una certa parte politica.

«Chi strumentalizza chi? Hanno firmato anche tanti leghisti», afferma Santambrogio. —



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