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Maserada, si firma le ricette da sola per i medicinali costosi: patteggia 18 mesi

A processo per truffa una 55enne affetta da una malattia rara: aveva contraffatto le prescrizioni. Pagherà anche una multa di 800 euro

MASERADA: Era affetta da una malattia rara per la quale era seguita da un medico specialista di Padova che, a seconda delle condizioni fisiche e dell’esito delle visite, le rilasciava delle ricette per medicinali particolarmente costosi ma esentati dal pagamento.

Peccato che ad un certo punto abbia deciso di farsi da sola quelle ricette tanto da essere poi scoperta dagli agenti della squadra mobile, coordinati dal dirigente della questura Imma Benvenuto, e denunciata alla procura.

Una 55enne di Maserada, il 13 gennaio mattina, ha patteggiato un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) e 800 euro di multa per i reati di truffa ai danni dell’azienda sanitaria e falso. In altre parole, aveva falsificato una serie di ricette per avere quel farmaco da cui era esentata se soltanto fosse andata a Padova a farsele prescrivere dal medico.

Non si sa se quelle prescrizioni falsificate fossero dovute al fatto che non voleva farsi il lungo viaggio a Padova per avere la ricetta del medico o per altri motivi. Di sicuro, c’è che in due occasioni ha compilato le ricette di quei farmaci, particolarmente costosi, proprio perché servono per curare una malattia genetica rara, per un danno di poco più di un migliaio di euro.

La segnalazione dalla farmacia è stata poi trasmessa all’Usl 2 che ha deciso di costituirsi parte civile con l’avvocato Federico Vianelli nel corso dell’udienza preliminare fissata ieri mattina davanti al giudice Angelo Mascolo. I difensori dell’imputata, gli avvocati Alfredo Scarpa Gregorj ed Elena Rebecchi, hanno presentato istanza di patteggiamento, che avevano a suo tempo concordato con il pubblico ministero.

Il danno complessivo all’Usl è di 1200 euro per quattro confezioni ordinate con due prescrizioni falsificate: una presentata in farmacia nel settembre del 2019 e la seconda, che gli è valsa la denuncia, nel maggio del 2020.

L’azienda sanitaria, guidata da Francesco Benazzi, ha decido di costituirsi parte civile per una questione di principio.

«Considerata la gravità e la reiterazione del comportamento illecito posto in essere a danno dell’azienda sanitaria – è scritto nel provvedimento con il quale è stato affidato l’incarico all’avvocato Federico Vianelli di rappresentare l ’Usl 2 – si ravvisa la necessità di provvedere alla costituzione di parte civile nel procedimento penale al fine di tutelare il patrimonio e il buon andamento della pubblica amministrazione, nonché l’immagine dell’azienda sanitaria».

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