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«Carenza di operai e prezzi alle stelle Così i nostri cantieri rischiano di fermarsi»

Paola Carron è la presidente dell’Ance, associazione dei costruttori «Dopo dieci anni di crisi si vedeva la ripresa, ma gli ostacoli sono tanti»

andrea de polo
2 minuti di lettura

l’intervista

L’edilizia è abituata a fare i conti con la carenza di manodopera, ma stavolta lo tsunami Covid sta mettendo a serio rischio la sopravvivenza di decine, anzi centinaia di cantieri avviati nella Marca grazie in particolare al superbonus. Un inizio 2022 difficilissimo per tante piccole e medie realtà che nei giorni scorsi hanno chiesto, tra le altre cose, di reintrodurre la copertura dell’Inps, sotto forma di malattia, per le giornate trascorse in quarantena da contatti di positivo, in modo da non dover attingere a ferie e permessi. A delineare un quadro del settore è Paola Carron, presidente dei costruttori dell’Ance, responsabile dell’impresa di famiglia fondata da papà Angelo a San Zenone degli Ezzelini nel 1963.
Assenze dal lavoro per Covid e quarantene: l’edilizia sta peggio di altri settori?
«Chi lavora nei cantieri non può stare in smart working. È stato fatto un test veloce tra le aziende, si parla di oltre il 9% di assenze per contagio o quarantena, è un problema che già esisteva e crescerà, e che aggrava un quadro già preesistente».
Prima del Covid com’era la situazione nell’edilizia?
«Arriviamo da dieci anni di grande crisi, in cui abbiamo perso 260 mila addetti a livello nazionale. Basta guardare facoltà e istituti tecnici, non siamo stati attrattivi, eravamo un settore in crisi in cui sono stati ridotti tutti i finanziamenti dei lavori pubblici. Non abbiamo fatto investimenti ma li abbiamo ridotti, una cosa sbagliata».
Perché sostiene che la carenza di manodopera peggiorerà anche nei prossimi mesi?
«Perché chi lavora nei cantieri, almeno nelle imprese serie, ha bisogno di un percorso di formazione, che noi offriamo nelle scuole edili, già disponibili anche dopo la terza media, con percorsi di lavori pratici oltre alle materie tradizionali. Formare queste persone non si fa dall’oggi al domani, servono programmazione e impegno se si vuole far crescere una persona in un ambiente con oggettive difficoltà rispetto ad altri settori, anche in termini di sicurezza».
Le tante assenze aumentano i rischi per chi rimane a lavorare, e magari è costretto a fare il lavoro di due o tre colleghi?
«Analizziamo prima dove avvengono gli incidenti: se avvengono in imprese improvvisate, come accaduto con il superbonus, è perché qualcuno vuole speculare su argomenti in cui è possibile farlo. Nelle imprese che rappresento, però, ci sono aziende in cui la sicurezza non è solo su un pezzo di carta, è garantita sempre e si attua. Gli enti paritetici lo dimostrano, condividiamo l’impegno sulla sicurezza con le parti sindacali. Dipende sempre dall’organizzazione del cantiere stesso, però la carenza si sta notando. E questo vale per qualsiasi settore. Pensiamo a un aereo che atterra, e si aspetta un’ora per i bagagli anziché dieci minuti. I camerieri sono introvabili. Insomma è una questione che investe moltissimi comparti».
La crisi della manodopera va di pari passo con l’aumento delle materie prime?
«Sì, sono le due grandi sfide di quest’anno. Se penso ai lavori del Pnrr, utilizzeranno progetti fatti al massimo nel 2021, quando le materie prime e i prezzi non erano ancora adeguati ai successivi rincari. Nel nostro sistema è stata tolta la revisione dei prezzi, e va assolutamente reinserita. Sto assistendo a enti pubblici che mandano in gara progetti con prezzi dell’acciaio che a me costa l’80% in più rispetto a quanto inserito nel prezzario. Ci sono aziende che presenteranno l’offerta anche se sono consapevoli che non possono rispettarla. Bloccheranno i cantieri, faranno riserve».
Che 2022 sarà?
«Sulla carta ci sarebbe una previsione di crescita. Le indicazioni sarebbero anche buone, l’economia si è rimessa in moto, anche a sbalzo. Ma ci sono interrogativi che preoccupano, e non poco. La revisione prezzi, se non inserita, creerà danni e bloccherà i lavori. E quello del personale è l’altro tema critico». —



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