A Moriago la scultrice che modella gli alberi caduti con la motosega

L’artista Arianna Gasperina mentre scolpisce con la motosega (Foto Rivier De Mari)

Arianna Gasperina presenta le sue opere da sabato 15 gennaio nella mostra “E mi rialzo”: «Ascolto il linguaggio del legno»

MORIAGO. È arte che ridà vita agli alberi. È ricerca di storie nuove in testimoni silenziosi di tante altre storie. Sono, soprattutto, segnali di rinascite possibili, quelli che Arianna Gasperina scolpisce in tronchi caduti e malati, con la sensibilità dell’artista, con la potenza della motosega e la precisione dello scalpello.

NUOVE FORME

“La Gasperina”, la chiamano nelle valli dolomitiche dov’è ben più celebre che nel pordenonese dove risiede. E gli alberi che ha fatto “rinascere” in forma di angeli, bambini e delicate figure femminili punteggiano tanti paesaggi sia in Trentino sia in Alto Adige, ma anche in Piemonte, in Svizzera, in Austria e persino in Giappone.

Da sabato 15 gennaio, la sua arte sarà la protagonista della mostra “E mi rialzo” nella rinnovata Sala Carlo Conte alla Casa del Musichiere di Moriago della Battaglia, che apre il Festival della Cultura di Moriago diretto da Lorena Gava. Una mostra in cui esporrà una dozzina di sue sculture, tra le quali quella che dà il titolo alla mostra, che rimarrà a Moriago, poiché donata dalle locali associazioni al Comune: una figura (alta 170 cm) rigorosamente top secret poiché sarà “rivelata” solo durante l’inaugurazione della mostra.

«È un’opera nata da un’idea di Dario Bordin, falegname intarsiatore e restauratore di Mosnigo, che qualche anno fa mi ha chiamata per “ridare vita” ad alcuni tigli dell’Isola dei Morti schiantati a terra da una tromba d’aria», ricorda l’artista che le sta dando gli ultimi ritocchi nel suo atelier di Porcia.

CON I VOLONTARI

«È stato lui a coinvolgere non solo me ma anche le numerose associazioni del territorio per realizzare quest’opera di rinascita con l’intento di esporla permanentemente nel municipio di Moriago».

Una rinascita non strettamente connessa a quella di cui ora sentiamo tutti l’esigenza, poiché la mostra e l’inaugurazione dell’opera, realizzata alla fine del 2019, erano già state programmate nel 2020.

«E non ha neanche a che vedere con gli schianti di Vaia, con i quali ho realizzato numerose sculture, che sono stati successivi alla tromba d’aria che ha divelto il tiglio su cui ho lavorato», precisa Arianna. «Piuttosto, “E mi rialzo” vuole ricordare che ogni dolore, fatica, sofferenza e caduta può esser superata con la forza della luce e della bellezza, evolvendosi, rialzandosi. In questo momento storico abbiamo bisogno di esserne consapevoli più che mai, ma quello del “rialzarsi” è un tema fondamentale della mia produzione, della mia vita».

Arianna ha poco più di quarant’anni e ha iniziato a occuparsi di scultura a quindici, durante gli studi al Liceo Artistico di Oderzo: dapprima con le fusioni su bronzo, poi con la pietra, il marmo e la terracotta che continua ancora a frequentare. Ma a vent’anni ha scoperto la meraviglia di “ascoltare il legno”, come dice lei, «esprimendo pieni e vuoti creati soprattutto a motosega».

E ancora oggi è una delle poche donne a lavorare su legno, l’unica in Friuli, maneggiando la motosega con un’eleganza che sembra una danza. «È uno strumento che può sembrare ostico ed è sicuramente impegnativo. Ho iniziato con una piccola elettrosega, ammaliata dalle opere di Kurt Wierer, che incontrai in Val Pusteria; qualche anno dopo Giovanni Padovan, scultore di Frisanco, mi disse che ero pronta per passare alla motosega. Non è stato semplice prendere confidenza con il suo peso e le sue reazioni fisiche, ma poi ho capito non solo come sfruttare la sua potenza, ma anche di scoprire le risposte insospettabilmente morbide del legno. Oggi utilizzo tante motoseghe di diverse dimensioni e mi permettono di dare forma a sentimenti che premono dentro con forza, alle volte taglienti. Ogni pezzo è un pezzo di me; la scultura è la casa della mia anima; la mia casa».

L’INAUGURAZIONE

“La Gasperina” presenzierà all’inaugurazione della sua mostra a Moriago sabato 15 gennaio; le sue opere si potranno ammirare fino al 30 gennaio il sabato (16-19) e la domenica (10-12 e 15-19), con visite guidate possibili su prenotazione: tel. 0438890834, info@moriagoracconta.it. —

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