Uccelli morti a Meduna, il sindaco accusa: «Tutta colpa dei botti»

Il primo cittadino Arnaldo Pitton ne ha trovati due in strada, ma ritiene ce ne siano altri sul territorio: «Avevo vietato i petardi»

MEDUNA. Uccellini morti a Meduna, il sindaco Arnaldo Pitton non ha dubbi: «Tutta colpa dei botti, maledetti botti». Segnalati anche diversi cani e gatti vaganti, probabilmente scappati perché spaventati, in tutto l’Opitergino Mottense, con particolari riferimenti nelle campagne di Oderzo, Motta di Livenza e Mansuè. Ma quel che fa più rabbia è la scoperta di metti mattina.

Di buonora, anche a Capodanno, il sindaco di Meduna di Livenza è uscito di casa per la consueta passeggiata mattutina nel suo comune. «Mi sono imbattuto in un paio di uccelli morti, lungo la strada, non lontano dalle abitazioni», ha raccontato Pitton, «nutro forti sospetti che siano stati i botti della notte la vera causa di queste morti. Gli uccelli, disorientati dai fuochi artificiali e dallo scoppio dei petardi, sono finiti contro le finestre e le porte delle abitazioni, morendo. Ho notato due esemplari privi di vita, ma ritengo che nel territorio comunale ne siano deceduti almeno una decina. Lo scopriremo nei prossimi giorni».

Pitton con la solita ordinanza aveva vietato l’esplosione dei fuochi. «Eppure», conclude, «c’è sempre qualcuno che fa finta di nulla, che vuole trasgredire ugualmente, che ritiene più importante della salute degli animali divertirsi in questo modo. Io sono sempre stato bastian contrario su questi divertimenti. E la realtà mi sta dando ragione, basta vedere cosa accade. Se animali domestici scappano o se altri animali muoiono, io al posto dei trasgressori mi farei due domande».

Risalire a chi ha fatto esplodere i botti è complicato, e pare una battaglia persa. Per Pitton il buonsenso è andato a farsi benedire.

Sui social sono state numerose le segnalazioni di ritrovamento di cani e gatti vaganti. Almeno 5 a Oderzo, e un paio nella vicina Motta di Livenza. È corsa alla ricerca dei proprietari, per poter riaffidare loro i propri animali.

In ogni caso è sempre utile, anziché agire di testa propria, contattare i servizi veterinari delle Ulss, per dare modo ai professionisti di verificare i microchip degli animali e quindi poterli riaffidare ai loro padroni.

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