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L’allarme delle aziende trevigiane. «Importiamo dall’estero i giovani laureati. Servono immigrati per la svolta digitale»

Unioncamere: le imprese della Marca cercano 25 mila profili specializzati. Pozza: «Non siamo capaci di attrarre personale»

TREVISO. «Importiamo dall’estero anche i profili più qualificati, come ingegneri e tecnici, perché ci aiutino nella trasformazione digitale». Lo avevano detto, a margine dell’assemblea di novembre, i big di Assindustria, tra cui il vice presidente vicario Alberto Zanatta, e oggi lo ripetono in coro gli imprenditori trevigiani, alle prese con la cronica mancanza di manodopera e in vista di un anno, il 2022, su cui si addensano nubi inquietanti come ripresa dei contagi, nuove restrizioni, inflazione, carenza di materiali.

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