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Alpini, stop ai festeggiamenti Ma i panevin non mollano

A Conegliano le penne nere annullano il concerto con l’Avis e la messa di Natale Resiste solo il trial. Dorigo (Ana): «C’è paura, meglio una precauzione in più»

Diego Bortolotto Francesco Dal Mas
2 minuti di lettura

CONEGLIANO

Annullata la messa di Natale della sezione Ana di Conegliano e anche il concerto con l'Avis. Gli alpini sono costretti a rinunciare agli eventi natalizi e diversi gruppi del coneglianese stanno rinviando anche gli appuntamenti conviviali. Mentre al momento i panevin, seppur a scarto ridotto sono salvi, compresi quelli del Quartier del Pive e di Vittorio Veneto.

«Lo facciamo con la massima precauzione», spiega il presidente dell'Ana di Conegliano, Gino Dorigo. Sabato sera nell'auditorium Dina Orsi si sarebbe dovuto tenere il “Concerto di Natale” organizzato dai gruppi di Parè e Collalbrigo, in collaborazione con l'Avis di Conegliano. L’esibizione dell'orchestra d'archi “Coll&Musica” e dei ragazzi dell'Officina Vocale è rinviata a data da destinarsi. Domenica 19 revocata la messa degli auguri della sezione, che si sarebbe celebrata nella chiesa di Parè.

Invece al momento è confermata la prima edizione del “Trial alpino di Natale”, una gara podistica che si svolgerà nel centro storico di Conegliano. Continua anche l'attività della “Baita alpina”, tra le casette del villaggio natalizio di viale Carducci.

«Stiamo valutando inoltre con i presidenti delle altre sezioni Ana», spiega il presidente di Conegliano», «come si svolgerà la celebrazione alla vigilia di Natale al Bosco delle penne mozze, sempre in base a come si evolverà la situazione. Al momento siamo limitati, di volta in volta faremo le valutazioni in questo periodo. Meglio una precauzione in più. Tutto quello che sarà possibile fare, sarà fatto con la massima attenzione e nel rispetto delle norme anti-Covid. Anche per i pranzi sociali e delle cene dei gruppi stanno arrivando annullamenti, c'è un po' di paura. Si potrà recuperare più avanti».

I PANEVIN

Mentre gli alpini sono alle prese con la gestione delle manifestazioni, i panevin resistono, sia quelli di Conegliano che del Quartiere del Piave. «Ritorneranno dopo un anno di sospensione», è l’assicurazione di Roberto Franceschet, coordinatore delle Pro Loco del Quartier del Piave, che da 25 anni organizzano i falò dell’Epifania da Vidor a Vittorio Veneto. «Il 5 gennaio eviteremo le occasioni di assembramento, quindi nessuna condivisione di bicchierate, della tradizionale ‘pinza’ o di buffet. Ma», precisa Franceschet, «solo l’accensione dei fuochi epifanici e al limite qualche racconto culturale, secondo la tradizione».

Una trentina i panevin distribuiti nell’area Unesco: a Cison ben tre, altrettanti a Farra di Soligo, a Follina e a Miane, con la novità del falò in cima a Posa Puner. Uno a Moriago, tre a Pieve di Soligo, un altro a Refrontolo, uno pure a Revine, tre a San Pietro di Feletto, quattro a Sernaglia, due a Tarzo, due a Vidor, altri due a Susegana. Alle 17, in piazza a Mosnigo, l’accensione da cui partiranno le staffette con le torce. Dopo lo spettacolo culturale di rito, ci sarà la cerimonia di benedizione del fuoco. «Ovviamente il calendario può cambiare», anticipa Franceschet, «se i sindaci ci diranno che in considerazione della pandemia questi appuntamenti saranno sconsigliabili».

A Vittorio Veneto, come assicura il vicesindaco Gianluca Posocco, i panevin sono al momento confermati. —

Diego Bortolotto

Francesco Dal Mas

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