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Rischi Covid, Conegliano in controtendenza: via libera a otto panevin

La giunta ha deciso di autorizzare i falò per la loro valenza “tradizionale e culturale”, a differenza del capoluogo Treviso dove il divieto è già scattato nei giorni scorsi

Diego Bortolotto
1 minuto di lettura

Un'edizione di qualche anno fa, a Conegliano, del panevin alla Casa dello Studente

 

CONEGLIANO. Via libera ai panevin a Conegliano, nel rispetto delle norme anti Covid e di quelle ambientali. C'è tempo fino a lunedì 20 dicembre per presentare richiesta per realizzare i tradizionali falò, nella serata della Befana. Il Comune ha dato il via libera, a differenza di altri nella Marca, come Treviso, dove i falò non sono consentiti o annullati per evitare il rischio di assembramenti, mentre altre edizioni storiche (come i panevin di Arcade e Susegana) sono a rischio cancellazione. A Conegliano i panevin potranno essere al massimo otto.

«L’accensione dei falò, pur inquinanti per l’atmosfera – si legge nell'ordinanza emessa in questi giorni dal Comune di Conegliano - costituisce un evento straordinario, unicamente annuale, di tradizione locale ultracentenaria e propiziatoria per la comunità e che, quindi, non si può non dare valore a questo evento appartenente al patrimonio storico, sociale e culturale del nostro paese». Sono inoltre fissate una serie di prescrizioni per la salvaguardia dell'ambiente e della salute, intesa come inquinamento dell'aria, alcune delle quali già previste negli ultimi anni. Devo essere indicate le distanze da scuole, strade, abitazioni, ferrovia e ospedale.

I falò non potranno essere più alti di 5 metri e dovrà avere un diametro alla base inferiore ai 5 metri. Vietati petardi e fuochi d'artificio, dovranno esserci vie di fuga e dovranno essere indicate le persone nominate per vigilare e far rispettare le norme. Dovrà essere formata una vera e propria “squadra di pronto intervento”.

La responsabilità è di chi organizza, ma anche dei singoli partecipanti, come al villaggio natalizio di viale Carducci, dove anche domenica sera si è assistito ad assembramenti consistenti. Agli ingressi veniva controllato il Green pass, ma all'interno era impossibile mantenere il distanziamento, perché gli spazi sono limitati rispetto alle centinaia di persone.

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