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Treviso, contagi e ricoveri crescono senza sosta. Ad Asolo mascherine obbligatorie all’aperto

Sos di Benazzi: «Ho sentito di feste con 50 invitati, non ci siamo». Il sindaco Migliorini: «In musei e teatro serve la Ffp2»

andrea de polo
1 minuto di lettura
L’ingresso del San Camillo di Treviso, che dal 9 dicembre diventa Covid hospital 

TREVISO. Cinque nuovi ricoveri in un giorno e due ingressi in terapia intensiva: si tratta di due persone non vaccinate che erano già ricoverate in Pneumologia a causa del Covid. È il bilancio di un’altra giornata difficile per la Marca trevigiana nella lotta al Covid, con gli ospedali dell’Ulss 2 che ora contano 222 ricoveri in area non critica e 13 in rianimazione.

Un quadro pesante che si ripercuoterà (e in parte lo sta già facendo) sull’attività ordinaria, con il taglio delle prestazioni non urgenti. Per fronteggiare l’impennata di casi oggi, 9 dicembre, aprirà il Covid hospital al San Camillo di Treviso, mentre ad Asolo il sindaco Mauro Migliorini emetterà un’ordinanza di obbligo di mascherina all’aperto in caso di affollamenti o eventi particolari, con la prescrizione della Ffp2 dentro teatro e musei.

Incidenza record

«I contagi stanno crescendo ancora, giorno dopo giorno» registra il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, «ora apriremo il Covid hospital al San Camillo e per il momento non abbiamo bisogno di ulteriori spazi, per cui l’ospedale di Valdobbiadene rimane “Covid hotel” per i viaggiatori in quarantena, al momento ne abbiamo sei».

L’8 dicembre quasi settecento casi in provincia di Treviso, sei morti negli ultimi due giorni secondo il bollettino regionale.

«Nell’Asolano l’incidenza è arrivata a quota 619 casi settimanali per centomila abitanti» evidenzia il dg Benazzi, «la crescita invece negli altri distretti, pur continuando, sembra avere un ritmo ridotto. Il dg punta il dito anche contro i comportamenti individuali: nell’Asolano è stata segnalata una festa privata con una cinquantina di partecipanti. «Abbiamo parlato con i sindaci» conclude Benazzi, «qualcuno adotterà il provvedimento della mascherina all’aperto».

Il caso di Asolo

Tra questi c’è Mauro Migliorini, primo cittadino di Asolo, che replicherà quindi l’ordinanza già emessa, tra gli altri, da Villorba, Mogliano, Preganziol, Casier, Follina.

«Nel nostro Comune sarà obbligatorio indossare la mascherina all’aperto in caso di assembramenti, feste, manifestazioni. Sto valutando anche l’obbligatorietà delle mascherine Ffp2 all’interno del teatro e dei nostri musei».

Ma come si spiega l’altissima incidenza di contagi nell’Asolano? «Non lo so, è una costante della prima, della seconda e della terza ondata. Un anno fa eravamo nelle stesse condizioni a porci le stesse domande. Asolo oggi è al di sotto della media provinciale per quanto riguarda la copertura vaccinale: siamo tra il 72 e il 73 per cento, dieci punti in meno di tutta l’Ulss 2».

La chiusura delle scuole è un provvedimento sul tavolo del sindaco? «Non è una decisione che possa prendere io» risponde Migliorini. «Al momento abbiamo otto classi in Dad per la presenza di almeno un contagiato in ogni gruppo. Bisogna certamente pensare anche al mondo delle scuole, qualche provvedimento va preso». 

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