Castelfranco, si sente male sott’acqua mentre si immerge alla Baita Al Lago, muore 75enne

L’anziano stava facendo un corso sub. Inutili i soccorsi e la rianimazione

CASTELFRANCO. Dramma nel primo pomeriggio, nello specchio d’acqua artificiale alla Baita al Lago di Castelfranco, perde la vita Adriano Albertin, 75enne di Selvazzano Dentro. 

La tragedia è accaduta, dalle prime informazioni trapelate, durante un corso di immersione, con istruttore, attorno alle 13 di domenica mattina.L’anziano, originario di Selvazzano Dentro, ha accusato un malore. L’istruttrice lo ha portato in superficie e provato a salvarlo, ma quando sono arrivati i soccorsi e hanno tentato la Rianimazione, non c’era già più nulla da fare.

Con lui, c’era anche la moglie, che lo attendeva alla Baita. La domenica all’aria aperta, si è trasformata i un dramma.

Sul posto anche i carabinieri della stazione di Castelfranco.

Il gruppo sub del padovano, composto da sette allievi e tre istruttori, è arrivato al lago al mattino di buon ora. Si è preparato, ed è sceso in acqua con tanto di filo d’arianna, segnalatore, lavagnette. L’anziano, però, è possibile non fosse in forma perfetta sin dal mattino. Quando si è sentito male, sotto acqua, ha avvertito la sua istruttrice, Patrizia, come si deve sempre fare. Lei gli ha fatto cenno con il pollice all’insù di risalire subito. Lui ha obbedito, ha interrotto l'immersione ed è risalito da solo. Non appena a riva, l’istruttrice che lo accompagnava ha iniziato a praticargli il massaggio cardiaco, visto che la situazione stava precipitando. Poi sono stati utilizzati i defibrillatori, ma non c’era già più nulla da fare. Si è alzato in volo l'elisoccorso di Treviso emergenza, atterrato al Lago.

“Lo avevo visto al mattino” spiega la moglie del titolare della Baita, Anna Lavander “mentre accoglievo il gruppo padovano che aveva prenotato e che dopo sarebbe venuto anche a pranzo. Mi aveva chiesto di poter utilizzare il bagno, forse non stava bene. Allora gli ho detto che se voleva avevamo quello dell’abitazione adiacente che usiamo in via eccezionale per i clienti venuti da fuori, visto che il ristorante è chiuso a quell'ora, e poteva andare là. Alcuni dei corsisti hanno voluto il caffè, glie l’ho fatto. Lui non l’ha preso, ha detto che non lo voleva. Poi sono arrivati tutti, lo hanno atteso e sono scesi”.

La tragedia, è avvenuta dopo che il gruppo si era preparato, aveva fatto il breathing con le guide ed era sceso on acqua. "Ero al ristorante, a un certo punto sono venuti a chiedere i defibrillatori e glie li abbiamo dati. Ma l il segnale non c’era giù più nonostante le pratiche di rianimazione”.

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