«Sulla Postumia traffico al rallentatore. Tavolo fra i sindaci per cercare soluzioni»

Il presidente di Confartigianato Oderzo-Motta, Sartori, lancia un appello: «La situazione è tornata insostenibile»

ODERZO. Postumia, la strada impossibile. Il presidente di Confartigianato Oderzo-Motta Armando Sartori: «Serve un tavolo di confronto tra i sindaci». Sono ormai all’ordine del giorno tempi di percorrenza lunghi, code e rallentamenti sulla Postumia, l’arteria centrale che collega diversi comuni dell’Opitergino-Mottense a Treviso. Sono migliaia i lavoratori e gli studenti che quotidianamente percorrono la via: qualcuno stanco della lunga coda ha deciso di ripiegare sulla linea ferroviaria Portogruaro-Treviso che passa attraverso i Comuni di Motta di Livenza, Gorgo al Monticano, Oderzo e Ponte di Piave, per riuscire a raggiungere la Destra Piave.

«È un tema annoso, è da molto che se ne parla», sostiene Sartori, «una tematica che negli anni però è stata abbandonata a causa della crisi che ci ha colpito nel 2008. Quest’ultima, infatti, ha comportato la diminuzione del traffico veicolare sulle strade, tant’è che il problema a Ponte di Piave era drasticamente diminuito, ormai si presentava solo nei periodi della vendemmia: ora invece rappresenta nuovamente la quotidianità».

Ogni giorno negli orari di inizio e fine lavoro la Postumia a Ponte di Piave si intasa, creando lunghe code di veicoli che attendono di poter transitare verso la propria destinazione. «Il problema ora è tornato a galla in maniera drammatica, so che negli anni precedenti erano state formulate alcune ipotesi, progetti faraonici dai costi altissimi», ha proseguito Sartori. «Trovare una soluzione è molto difficile, senza contare le risorse che ci vorrebbero per attuarla. Un primo passo però potrebbe essere un tavolo di confronto tra sindaci del territorio».

Armando Sartori, Confartigianato

 

Negli anni precedenti erano stati ipotizzati due progetti per cercare di rendere il traffico più fluido: il primo prevedeva che, arrivando da Treviso, si proseguisse sull’argine verso il cimitero di Ponte di Piave tramite un sottopasso che era già stato predisposto, la strada poi avrebbe dovuto immettersi all’inizio di viale Europa sulla tangenziale per Negrisia. Il secondo sempre dal ponte sul Piave, arrivando da Treviso, prevedeva di proseguire sull’argine in direzione Noventa, per poi svoltare a sinistra in una bretella che attraversasse Salgareda per poi rimettersi sulla Postumia. Un progetto che naturalmente non è mai stato accettato da Salgareda, visto che probabilmente il problema si sposterebbe proprio su quest’ultimo.

«Qualsiasi soluzione si possa trovare è di difficile attuazione a causa dei costi», ha concluso Sartori, «d’altro canto il problema c’è ed è chiaro che per i lavoratori non c’è solo il tempo che si spreca in coda, ma anche il carburante che si consuma e, visto il picco di costo delle materie prime che stiamo toccando, la situazione si fa sempre più drammatica nell’ambito economico, ma anche dal punto di vista della salute per i cittadini di Ponte di Piave che ogni giorno in centro si ritrovano una lunga fila di mezzi».

Nei giorni scorsi il gruppo di minoranza Ponte per Tutti era intervenuto sull’argomento attraverso una mozione, chiedendo la creazione di una bretella per ovviare il problema. Anche il consigliere del Partito Democratico di Oderzo, Sandro Martin, era intervenuto sul tema della collaborazione tra i Comuni dell’area per un progetto di ampio respiro, ipotizzando persino la creazione di un nuovo ponte sul Piave per superare così il collo di bottiglia di Ponte.

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