Parte la staffetta per celebrare il secolo di storia degli alpini trevigiani

Dal Bosco delle Penne Mozze, in fondo alla Valle di San Daniele sopra Cison fino a Pieve di Soligo

TREVISO. La memoria dei caduti, in questi primi 100 anni degli alpini di Treviso. Ma anche l'impegno per la vita sulla scorta delle sofferenze che i 'bocia' ed i 'veci' hanno lenito alla loro maniera in questa pandemia.

È il messaggio con cui le 15 penne nere della Prima Staffetta del Centenario hanno voluto dare un'anima al testimone che orgogliosamente ciascuno alpino si e' passato di mano in mano.

Dal Bosco delle Penne Mozze, in fondo alla Valle di San Daniele sopra Cison fino a Pieve di Soligo. La prima tappa e' scattata alle 8.30, dopo una breve sobria, ma intensa cerimonia. L'alzabandiera di rigore, poi l'omaggio alle penne mozze, quindi il benvenuto della sindaca Cristins Da Soler.

E poi, in una sintesi tutta alpina, il significato del Centenario e della staffetta, da parte del vicepresidente Ana di Treviso, Antonio Barbirato, che ha sottolineato il valore dell'unità alpina nella Marca.

Non poteva mancare il presidente della Sezione di Vittorio Veneto, Francesco Introvigne, che ha sottolineato l'iconicità della giornata.

La staffetta in apertura. L'omaggio al Milite Ignoto con il treno di passaggio per Conegliano e la sosta a Treviso. Proprio a Conegliano Introvigne porterà i sentimenti di riconoscenza e di gratitudine della Città della Vittoria, che il presidente preferisce chiamare la Città della Pace. 

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