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Zambon perde le Città del Vino «Così l’opposizione è decimata»

Conegliano non potrà riottenere la presidenza dell’associazione nazionale L’ex sindaco contro l’intesa Fi-centrosinistra: «Non è democrazia»

DI.B.
1 minuto di lettura

L’ANALISI

«Il Pd aveva una strada maestra tracciata dalla norma fatta dall'allora ministro Bassanini. Se Chies non dovesse rispettare gli impegni, tutto sommato sarebbe autorizzato, perché chi segue delle scorciatoie sa che rischia». Così si esprime l'ex sindaco Floriano Zambon, che aveva appoggiato Piero Garbellotto nella corsa elettorale. Aveva scritto una lettera ai cittadini al primo turno, per sostenere il candidato di Lega, Fratelli d'Italia e Libertà civica e popolare Conegliano al Centro. Il risultato della lista dei Popolari alle urne è stato più che buono, ma, visto l’esito del ballottaggio, proprio Floriano Zambon, tra gli artefici della caduta di Fabio Chies (che gli aveva tolto la delega di assessore), prima, e dell’alleanza “a destra” dei Popolari con FdI e Lega, dopo, è uno degli sconfitti del voto amministrativo. E questo nonostante non si sia candidato con nessuna lista.

«Per la verità io ho vissuto malissimo la decisione di spaccare il centrodestra – spiega Zambon - Questo ha determinato il pasticcio nel ballottaggio, un accordo in contraddizione con la norma. Aver sottratto tre posti alla minoranza, per diventare maggioranza (il riferimento è all'eventuale accordo della coalizione vincitrice con il Pd), non può essere una lezione di democrazia. Una compagine diametralmente opposta, il Pd, che partecipa con un accordo sottobanco, offende lo spirito della norma sull'apparentamento». È proprio Floriano Zambon però l'escluso per eccellenza, dopo trent'anni d'amministrazione. Il commissariamento nel 1998 l'aveva fatto diventare sindaco. Una situazione politica simile oggi, l'ha estromesso. «Le coalizioni che si sono contrapposte al ballottaggio erano sostanzialmente con la stessa fisionomia, le persone avevano più o meno le stesse estrazioni, dal centro alla destra – afferma l'ex primo cittadino -. Poteva essere un'occasione, ma non ne mancheranno in futuro». Conegliano perderà la presidenza dell'Associazione nazionale città del vino, per due mandati guidata da Zambon. Il prossimo 21 novembre scade infatti il mandato e non potrà essere rinominato.

Quale il suo futuro? «Concludo questa bellissima esperienza con le Città dei vino – dice Zambon -. Il futuro? Mai mettere limiti alla provvidenza». —



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