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Dietro alla raccolta di abiti usati c’era una truffa: in cinque a giudizio

Sulle campane della raccolta c’erano adesivi con inganno: secondo l’accusa solo una minima parte della merce finiva a Contarina

TREVISO. Sulle campane per la raccolta degli abiti usati, adesivi come “Donazione a titolo di solidarietà” e “Con poco salvi un bambino in Africa” inducevano a pensare ad un aiuto ai più poveri. Invece - secondo la Procura di Venezia, titolare per le indagini in quest’ambito di reati - si sarebbe trattato di una truffa, alimentata da un traffico di rifiuti.

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