Coldiretti e Consorzio Agrario di Treviso fanno causa al Prošek

L’incarico è stato assegnato all’avvocato Antonio Pavan  «I precedenti della Corte di Giustizia ci danno ragione»

CONEGLIANO

Ad un mese dalla scadenza della possibile opposizione, in sede Ue, al Prošek croato, Coldiretti Treviso e Consorzio Agrario di Treviso e Belluno rompono gli indugi e decidono di scendere in campo insieme per opporsi alla denominazione del vino croato.


E questo mentre il Consorzio Prosecco Doc – come conferma il presidente Stefano Zanette – sta svolgendo la sua azione, d’intesa con il Docg e l’Asolo, in sintonia con il ministero Mipaf. Coldiretti Treviso e Consorzio agrario hanno affidato un incarico allo studio legale dell’avvocato Antonio Pavan di Treviso per la tutela della denominazione di origine protetta “Prosecco” contro la richiesta di protezione, da parte della Croazia, della menzione tradizionale “Prošek”. Il legale e il suo team sono stati, quindi, incaricati di presentare, entro la fine del prossimo novembre, l’opposizione alla Commissione Europea.

«L’obiettivo dell’opposizione sarà quello di evidenziare alla Commissione e a tutti gli altri Stati Membri l’indissolubile legame tra il territorio veneto ed il suo “Prosecco” (già Denominazione di origine controllata e Denominazione di origine controllata e garantita), la cui qualità e reputazione, ormai nota in tutto il mondo, oggi, rischia di essere messa in pericolo dal riconoscimento della menzione croata – spiega Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso e del Consorzio agrario di Treviso e Belluno - l’omonimia tra la menzione tradizionale “Prošek” e la denominazione controllata “Prosecco”, infatti, rischia di indurre in errore il consumatore – europeo ed extraeuropeo - circa la natura, la qualità e la vera origine del Prosecco, creando un vulnus per i produttori vitivinicoli veneti». «L’opposizione, dunque, farà leva su tutta una serie di precedenti giurisprudenziali – dal caso Gorgonzola vs. Cambozola (C-87/97), al caso Verdalos/Calvados (C- 75/15), al caso Champanillo (C-783/19) – spiega l’avvocato Pavan - per mettere in luce l’importanza della tutela dei regimi di qualità nel contesto europeo, come strumento di protezione, non solo dei produttori locali, ma anche della cultura e dell’identità di un intero territorio, oggi protetto anche dall’Unesco».

Del problema si tratterà anche al Vinitaly special edition in programma a Verona dal 17 al 19 ottobre presso lo spazio della Regione Veneto (padiglione 6 in posizione B4/D4). «Torniamo fiduciosi, e finalmente in presenza, alla più importante fiera internazionale di settore in Italia», afferma Elvira Bortolomiol, presidente del Consorzio di Tutela «incontrare i nostri clienti storici e conoscerne di nuovi è un’esperienza insostituibile che in queste due primavere ci è mancata». —



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